Formazione

2018

Chiamati a diventare terra buona accogliamo il Dono della Parola e lavoriamo dentro di noi affinchè: nelle strade delle nostre vite, possiamo restare saldi; tra i sassi di tante aridità trovare momenti di Preghiera e di Meditazione per creare radici salde; in mezzo i rovi di tante difficoltà, che non ci permettono di camminare, trovare la forza di saper rinunciare per Gesù. Anche noi dunque, circondati da tale moltitudine di testimoni, avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento” Eb 12,1

 

Ascoltiamo Ermes: la parabola non perde tempo in preamboli o analisi, racconta un fatto o una esperienza. Il seminatore, non un; il Seminatore per eccellenza, Colui che con il seminare si identifica, perché non fa altro che questo: dare vita, fecondare. Seminatore: uno dei più belli nomi di Dio. E subito l'immagine d'un tempo antico ci riempie gli occhi della mente: un uomo con una sacca al collo che percorre un campo, con un gesto largo della mano, sapiente e solenne. Ma il quadro collima solo fin qui. Il seminatore della parabola è diverso, eccessivo, illogico: lancia manciate generose anche sulla strada e sui rovi. È uno che spera anche nei sassi, un prodigo inguaribile, imprudente e fiducioso. Un sognatore che vede vita e futuro ovunque.
Una pioggia continua di semi di Dio cade tutti i giorni sopra di noi. Semi di Vangelo riempiono d'aria. Si staccano dalle pagine della Scrittura, dalle parole degli uomini, dalle loro azioni, da ogni
incontro. Ma per quanto il seme sia buono, se non trova acqua, luce e protezione, la giovane vita che ne nasce morirà presto. Il Seminatore getta il seme, ma è il terreno che permette di crescere.
Allora io voglio farmi terra buona, terra madre, culla accogliente per il piccolo germoglio. Come una madre, che sa quanto tenace e desideroso di vivere sia il seme che porta in grembo, ma anche quanto fragile, vulnerabile e bisognoso di cure, dipendente quasi in tutto da lei. Essere madri della parola di Dio, madri di ogni parola d'amore. Accoglierle dentro sé con tenerezza, custodirle e difenderle con energia, allevarle con sapienza. Ognuno di noi è una zolla di terra, ognuno è anche un seminatore che cammina nel mondo gettando semi. Ogni parola, ogni gesto che si stacca da me, se ne va per il mondo e produrrà qualcosa. Che cosa vorrei produrre? Tristezza o germogli di sorrisi? Paura, scoraggiamento o forza di vivere? «Il cristiano è uno ben consapevole che la sua vita darà frutto, ma senza pretendere di sapere come, né dove, né quando. Ha però la sicurezza che non va perduto nessun atto d'amore per Dio, non va perduta nessuna generosa fatica, nessuna dolorosa pazienza. Tutto ciò circola nel mondo come una forza di vita». (E.G. 278-279).



Lectio Divina Tempo Natale e Avvento

Gesù placa il mare in tempesta - Mc 4,35-41 (cfr. Mt 8,18.23-27; cfr. Lc 8,22-25)

 Mc 4,35-41 (cfr. Mt 8,18.23-27; cfr. Lc 8,22-25)

Presero con sé, così com'era, nella barca. C'erano anche altre barche con lui. Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: "Maestro, non t'importa che siamo perduti?". Si de-stò, minacciò il vento e disse al mare: "Taci, calmati!". Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse lo-ro: "Perché ancora avete paura? Non avete ancora fede?". E furono presi da grande timore e si diceva-no l'un l'altro: "Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?".
Lectio
Alla giornata delle parabole seguono quattro racconti di miracoli, sullo scenario del lago. Il primo mira-colo esorta alla fede grazie alla quale si vince la paura e a riconoscere Gesù quale Figlio di Dio.
I preparativi per la traversata del lago concludono una giornata trascorsa in clima familiare. Gesù rivol-ge ai discepoli, sotto forma di rimprovero, un appello a crescere nella fede. Il potere di Gesù è esercitato qui sulle forze della natura per vincere i demoni; alla fine sarà esercitato sulla morte.
Il racconto è suddiviso in 8 sequenze:
1. congedata la folla Gesù sale sulla barca dei discepoli e chiede di andare all’altra riva
2. giunti nel bel mezzo del lago si solleva la tempesta
3. l’agitazione dei discepoli che temono per la loro vita
4. Gesù dorme a poppa
5. la richiesta di aiuto
6. il comando al vento e alle acque
7. il rimprovero ai discepoli
8. la sorpresa e la domanda dei discepoli...



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