Epistolario



QUARESIMA UN ESODO DAI DESERTI ARIDI VERSO UNA VITA CHE FIORISCE!!!

Osa lasciarti toccare da questo Amore che disceso dal cielo divampa, ti fa rinascere, ti eleva, ti libera, ...allora si che è Pasqua poiché come un uccellino da un guscio nascerai alla Vita

NELL ANDARE SE NE VA PIANGENDO PORTANDO LA SEMENTE DA GETTARE
MA NEL TORNARE VIENE CON GIOIA PORTANDO I SUOI COVONI!!! Sal 126

 Elevato in alto dai colori di una terra, quella del Salento, mi raggiunge l’eco di una Parola, le cui onde si propagano raggiungendo non solo gli infiniti spazzi di un cielo libero, ma anche quelli della nostra fragile umanità infangata e deserta, dove i drammi della nostra quotidianità irrompono senza pietà.
 Parola di fuoco che “arde”  nel Cuore di Don Tonino che divampa ancora nonostante il suo corpo spento dalla morte, brucia e riscalda, eleva e purifica, ci scuote e ci fa prendere il largo.
Come vorrei che come in un incendio ci sfiorasse?
...noi viandanti di questa ormai asfissiante delusione, dove i rantoli delle nostre amarezze, sono ormai l’unico pane che sappiamo masticare, consumati dalla carie  dei nostri sogni spenti, delle nostre speranze andate a vuoto, delle nostre  sofferenze che hanno spezzato in due la nostra spina dorsale!!!
Come vorrei che questo fuoco toccasse il gelido del cuore collassato della nostra gente?
… noi spenti non solo dall’emigrazione ma anche dalle nostre impenetrabili chiusure, dalle nostre mani atrofizzate, dai nostri binocoli messi a fuoco per puntare la preda e diffamarla nei canali multimediali delle nostre paure!!!
Ci avviciniamo e camminiamo con voi!!!
Non muore in noi la speranza, certi che alla fine gli occhi si schiuderanno come ad Emmaus!!!

        ...accanto per tracciare una strada: quaresima, esodo, cammino, 40 giorni, pasqua... terminologie sacre, a volte codificate con i codici lessicali di un digiuno, di una via crucis da canticchiare, da fioretti che, ormai per alcuni, sono diventati un caro ricordo, e poi, la mitica astinenza del venerdì e infine lo spettacolo di barette pronte al decollo mentre nulla ci tocca e tutto si disperde nel vuoto esistenziale che ci portiamo dentro. Con questi codici ci ho divorziato da tempo, mentre mi tocca subirmi la triste sorte di una domanda che da 2000 anni è senza risposta: “Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?” (Lc 24,18).
        … rompiamo gli ormeggi e  prendiamo il largo! come Pietro:
“Non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti” (Lc 5,5); osiamo lasciare le nostre brocche aride come la Samaritana: “Dammi quest'acqua, perché io non abbia più sete" (Gv 4,15); lasciamoci toccare da Gesù come il Cieco Nato: “Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista" (Gv 9,11)…
        ...e vedremo all’orizzonte avvicinarsi la profezia di Isaia: “Il lupo dimorerà insieme con l'agnello; il leopardo si sdraierà accanto al capretto; il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un piccolo fanciullo li guiderà…” (Is 11,5-10); e vedremo dissolversi i diplomi dei nostri digiuni, svanire i like sulle colombe vanto delle nostre bravure, disperdersi il selfie accanto alle barette che sfilano sotto la nostra incoscienza per quello che rappresentano, vedremo bloccarsi i video di scenari pasquali modernizzati da sistemi elettronici dove, con un app di ultima generazione, riusciamo ad aprire la tomba, ma non la nostra.
Non è Pasqua, non siamo passati all’altra riva verso la libertà se le mitragliatrici che teniamo dentro rimangono cariche e le bave della nostra vendetta insaziata non si danno pace, se asfissiati dalla mancanza di ossigeno di una vita piena di sogni desideriamo solo la morte accecati dall’invidia e sepolti  vivi dalla nausea di cosmetici che non riescono a fermare una giovinezza che ci sfugge senza pieta!!!
        ...siamo ancora lì schiavi dei nostri Faraoni
        ...siamo li nel fango di una miseria umana che non ha sconti!!!!

                                    Che la Parola ti cammini accanto!!!

Osa attraversare l’Esodo; osa mettere i discussione tutto della Tua vita, osa correre verso la tomba vuota, osa lasciarti toccare da questo Amore che disceso dal cielo divampa, ti fa rinascere, ti eleva, ti libera, ...allora si che è Pasqua poiché come un uccellino da un guscio nascerai alla Vita, non importa quanto ci metterai, 40 giorni, 40 anni o poco più, conta che, proprio perché abbiamo osato, spiccheremo il volo come Aquile!!!

Eccoci, Signore, davanti a te. Col fiato grosso, dopo aver tanto camminato.
Ma se ci sentiamo sfiniti non è perché abbiamo percorso un lungo tragitto
o abbiamo coperto chissà quali interminabili rettilinei.
È  perché, purtroppo, molti passi li abbiamo consumati sui viottoli nostri,
e non sui tuoi sentieri, seguendo i tracciati involuti della nostra caparbietà
faccendiera, e non le indicazioni della tua Parola! Don Tonino Bello.


           Alessano 23 Febbraio 2018            P. Mario Salvatore Oliva



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Con Don Tonino Bello Auguri di un Natale scomodo!!!

Aperti gli occhi, come a Emmaus vedere, non più il fragile bimbo posto in un presepe vivente o in una fredda capanna, no, ma sentirlo vibrare e bruciare in te!!!
UN ANGELO DEL SIGNORE SI PRESENTO A LORO
E LA GLORIA DEL SIGNORE LI AVVOLSE DI LUCE!!!
Dietro le luci artificiali dei nostri giorni, quelle che scintillano nei balconi delle nostre delusioni, si nasconde il dramma di un buio incolmabile.
Appena terminata l’energia di momenti fugaci, che ci sfiorano come un lampo, ritorna senza pietà  colmare le nostre confusioni, le nostre tristezze, le nostre disperazioni, le nostre scelte sbagliate senza ritorno, i nostri drammi esistenziali, che oltre a portarceli dietro, li rigeneriamo in chi ci sta attorno e in chi abbiamo generato…
e il buio incolmabile ci spegne e ci fa a sua volta diventare raggio della sua essenza.

In questo scenario una voce dal cielo corre discese e discende:
    Vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. (Lc 2,9)
...voce che oltre passa ogni tenebra, voce che ti raggiunge e mi raggiunge, che fa ardere i cuori (Lc 24,32) di chi però l’’accoglie e senza remore si arrende… mentre inizia una notte di Luce!!! … non artificiale
“Le grandi acque non possono spegnere l'amore né i fiumi travolgerlo”(Ct 8,7).
                                                                                  ...anche nei drammi più assurdi della vita risplende!!!...
 


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ARDERANNO SEMPRE I NOSTRI CUORI

BUON ANNO LITURGICO ALLA NOSTRA PARROCCHIA
Si aprirono loro gli occhi...
             ...e lo riconobbero!!! Lc 24, 13-35
Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava
con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?
Lc 24, 13-3
Sentieri, strade sparse che vanno oltre il nostro pianeta che custodisce aggiornato le sue mappe multimediali delle nostre alte tecnologie, si intersecano nei pensieri della storia, della filosofia, della cultura, delle tradizioni, e ancora, oltrepassano i confini del cielo per raggiungere il fine ultimo della nostra storia e della nostra esistenza, “Dio”, che ha plasmato l’universo e, appena ha terminato la sua opera percorrendo sette giorni, ha tracciato un ponte d’amore tra il cielo e la terra, tra la creatura e il creatore, tra la nostra piccolezza e la sua grandezza: "facciamo l'uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: dòmini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra" Gn 1 26.
Un ponte con un uomo, “Abramo”, invitandolo ad uscire verso strade incomprensibili (Gn 12,1). Le sue paure, i suoi insuccessi, i suoi drammatici dubbi sono diventati la sintesi di questa strada umana, e non solo i suoi, ma ancora di più quelli del suo Popolo, dal quale siamo nati, che per quarant’anni ha attraversato un deserto a tentoni, avanzando solo, quando si è lasciato guidare, fidandosi della “Parola”:
“Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?
Aprirò anche nel deserto una strada, immetterò fiumi nella steppa” (Is 43,19).

In questa vicenda c’è la nostra storia, la storia di ogni uomo, il cammino di Emmaus, di Dio, dell’uomo ribelle, del Padre misericordioso, dell’uomo che prega, del volto Luminoso che, nel roveto ardente (Es 3,2), ci indica l’unica via, di credere fino in fondo ad una promessa realizzata quando, “nella pienezza dei tempi, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l'adozione a figli. E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: "Abbà! Padre!". Quindi non sei più schiavo, ma figlio e, se figlio, sei anche erede per grazia di Dio. (Gal 4,4-7).

...e Giovanni nel Giordano, vede e gioisce, sente e si rallegra, e con Lui tutta l’Umanità!  (Gv 1, 29-34)
...e l’accesso vietato, si squarcia per sempre!  (Lc 22,45).
…e le Donne non trovano più una pietra da smuovere! (Lc 24,2).

… e i due di Emmaus???, ...credono che il loro urlo abbia ancora senso?
                                            “noi speravamo… alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti”
...e i lamentosi di turno???
...sono inermi nelle loro posizioni, nelle loro religioni fatte solo di riti???
riti che “hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono, hanno orecchi e non odono, hanno narici e non odorano. Le loro mani non palpano, i loro piedi non camminano; dalla loro gola non escono suoni! Diventi come loro chi li fabbrica e chiunque in essi confida!  (Salmo 113,13-16).
Nella strada di Emmaus questa presenza invisibile ci conduce a ritroso nella storia,
per poi, in uno slancio unico, farci solcare un sentiero inaccessibile
quello della Vita, Gesù, UomoDio!!!


                    OGNI UOMO POTRÀ ATTRAVERSARE CIÒ CHE È IMPOSSIBILE AGLI UOMINI!!!

Le Parole di Pietro risuonino più che mai: “Sappia dunque con certezza tutta la casa d'Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso. All'udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: "Che cosa dobbiamo fare, fratelli?". Pietro disse loro: "Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo. Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro". (Atti 2, 36-39).
Pietro le ha proclamate uscendo dal cenacolo, spinto dal fuoco dello Spirito, tracciando la prima mappa mondiale di questo inaccessibile ponte, dove la nave dell’umanità, spinta “dal vento che si abbatte impetuoso” (Atti 2,2), naviga l’oceano del firmamento. Ora divenuto accessibile grazie a colui che gli è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra (Mt 28,18).

Che questa Parola arda nel tuo cuore!!!
    ...in te che tiri il carretto dei tuoi giorni pesanti smarrito nei sentieri dei tuoi affari e del tuo portafoglio che non sono come prevedevi e al varco aspetti qualcuno da opprimere e da fregare per quella fame insaziabile di denaro: stolti e lenti di cuore a credere!!!
    ... in te che ormai sazio dei tuoi giorni, seduto nella panchina di una piazza desolata o dietro a un tavolo intento a mischiare le carte, cerchi di afferrare gli ultimi gazzettini del giorno per ampliarli in un pettegolezzo disumano, mentre nei tuoi occhi, scavati dal tempo, porti scolpita l’amarezza del tuo animo: stolti e lenti di cuore a credere!!!
...anche in te mio caro amico d’avventura che percorri i corridoi delle nostre Chiese, credo che non ti sia sfuggito che i due di quel giorno non erano mica due di piazza, ne tanto meno cristiani non praticanti? Come gli assomigliamo! ...delusi, amareggiati, speravamo; o diciamola meglio, usati, sfruttati, incompresi; mentre nelle mani più che la Parola portiamo l’elenco impeccabile di parole dette, di parole scritte, riportate... che come gli scribi e farisei custodiamo gelosamente per lanciarle al fallo dei nostri amici di strada: stolti e lenti di cuore a credere!!!
     
Ascolta la Parola, ascoltala e riascoltala ancora, come quella nonnina, che a Padre Francesco Farsaci,
rispondeva che la leggeva più volte fino a che lo Spirito Santo non gli dava la Luce di comprenderla!!!

All’alba del nostro cammino se pur abbiamo capito poco o nulla di Gesù lasciamo che scenda nei nostri abissi, la sua Parola che sa ardere nei cuori ci darà solo una certezza, quella che Lui non è negli sconfinati cieli, né chiuso come prigioniero nei nostri tabernacoli, né nei documenti ecclesiali di idoneità per avere il passaporto di accesso, ma è li con noi e ci rimane nonostante la nostra irregolare posizione ben definita, nella nostra solitudine, nei nostri sentieri sbagliati per dirgli con un solo desiderio: Resta con noi!!!    ...E LUI RIMARRA’!!!
Rimani qui in mezzo alle nostre tempeste dove sei venuto sporcandoti dei nostri drammi,
      mangione e bevone, trasgressore del sabato e di ogni legge, reo di morte.
Rimani qui a stravolgere i nostri idoli, le nostre certezze, quello su cui confidiamo.
Rimani qui con la Tua Croce, simbolo di totale amore,
     è vero l’hai combinata grossa dandole il potere di aprire ogni sepolcro,
      scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani, di ieri e di oggi!!! (1Cor 1,23)
Rimani qui, poichè sai che l’unica cosa da fare è prendere questo nostro desiderio di libertà,
     macchiato di debolezze, di sbagli, frutto di questa terra e del nostro lavoro,
      e trasformarlo, donandoci piedi di cervo…  (Is 35,6), ali di aquile... (Is 40,11) per volare in Te,
      ...e poi farti portare alla tavola delle nostre nozze con il cielo, queste nostre giare,
      pietrificate dalle nostre delusioni, riempite dalle nostre lacrime (Gv 2, 1-11),
      mentre Tu, con meraviglia e stupore, cambiando il nostro lutto in danza (Sal 30,12),
     ci inebrierai di vino nuovo, in un’Alleanza eterna
        che unisce per sempre noi con Te, in una sola cosa (Gv 17).
E poi allora non ti vedranno più i nostri occhi ma vedranno Te in noi
     mentre spariscono i segni, si dissolvono i dubbi, spariscono le incertezze e le stanchezze.
Le porti via, le dissolvi nel nulla, e i sepolcri si aprono, le notti si illuminano,
    le strade del cielo diventano luminose nella notte e si accorciano le distanze,
    e noi, non con Te ma divenuti Te, camminiamo sulla mappa del mondo
     per portare con Pietro l’Annuncio, la Parola, la Speranza, la Gioia, la Vita.  ...E TU VIVI IN NOI!!!


Buon anno a te mio caro Amico, se vuoi possiamo condividere questo tuo pezzo di strada, non vogliamo che tu ci segua, non vogliamo che tu venga in chiesa, non vogliamo importi la nostra religione. Se tu, per un pò di strada ci permetti di camminarti accanto, ti porteremo la sua “Parola”: arderà per sempre il tuo cuore e ti regalerà slanci verso quel cielo invalicabile, che se tu vuoi, potrai volare in esso!!!
Buon anno a te Discepolo di questa mia Parrocchia, la strada che percorriamo insieme non sia animata dai fili fragili di una pianificazione di programmi ma dalla passione per Lui, che Rimane con noi e spezza il nostro pane, le nostre speranze, le nostre vite, per versarle in quel calice della sua Vita e proclamare che “non vivo più io, ma Cristo vive in me”  (Gal 2,20).
Buon anno anche a te deluso, fuggito all’alba di un cammino infranto, schiacciato dal peso della rabbia,  anche del risentimento, dove hai appeso al cuore il foglio con l’elenco dei tuoi affanni incompresi con gli errori degli altri, accecato di miopia, - oltre di te, peccato che non riesci a vedere nulla. Lui no, non è rimasto nel nostro cenacolo, Lui va oltre, e alla fine di un cammino gridagli di restarti accanto e ti aprirà gli occhi non per rivedere la nostra Comunità, questo non importa, ma Lui che rischiara la notte:
...e arderà anche il Tuo Cuore!!!
AUGURI PER QUESTO AVVENTO CHE SIGNIFICA ATTESA!!!  Ma quale? ...quella di regali scintillanti, quella di un natale da favola, quella di vacanze strepitose, di presepi che sanno regalarci solo momentanei emozioni? Questo “No”, poiché vi augurerei solo di provare i brividi di una deludente vita che si spegne, che non ha via d’uscita, persa nei labirinti di centri commerciali dove ci si trova più poveri di denaro e soprattutto più poveri di noi. Attendete solo Lui!!! ...e scoprirete che Egli vi è già accanto. Percepitene la sua Presenza, fate vibrare in voi la sua Misericordia, provate in quel presepe ad emozionarvi di un Dio che “pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l'essere come Dio, ma svuotò se stesso”  (Fil 2,6-7).
                         … e se per un attimo vi arderà il cuore, allora si e’ Natale, l’Emmanuele è con Te!!!

           Badiavecchia 27 Novembre 2018        P. Mario Salvatore Oliva






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Grazie Ugo per questi colori scintillanti di un ottobre che avanza!!!

Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti
perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga!!! Gv 15, 16

 

Un seme continua a cadere, qui in questa vallata di Badiavecchia ha trovato un terreno buono, secoli di storia, vicende impervie, canti gregoriani e poi... il silenzio e l’abbandono, l’indifferenza di una terra che la circonda distratta dal correre frenetico della tecnologia e degli affanni multimediali impastati di un materialismo egocentrico e astratto…
    ...qui con stupore e meraviglia, il seme ancora produce frutto, il cento il trenta il sessanta, mentre l’acqua del silenzio irriga la terra, “La Parola” discende dal cielo per dare energia e forza e l’Eucarestia Celebrata innalza al cielo il canto delle Creature...   Laudato sii mi Signore!!!
“Una parte cadde lungo la strada…” Mc 4,3
Abbiamo fatto terra bruciata con i nostri inutili affanni, in balia delle onde contrarie alla pace all’amore, e seppure con i nostri motori turbo riusciamo a ridurre le distanze e tempi restiamo lontani dalla volontà e dalla determinazione di lottare e vincere dominati dal vortice del relativismo, senza mete, senza conquiste, senza spina dorsale, con le batterie scariche che al primo fallimento di turno non riescono a illuminare notti senza alba …. “Trasportati qua e là da qualsiasi vento di dottrina, ingannati dagli uomini con quella astuzia che trascina all'errore” (Ef 4,14).

O Ugo con un tocco di campana nella notte
che suona tra questa vallata silenziosa
ci raggiungi ancora dai sconfinati spazi
di questo fugace tempo,
e la tua voce silenziosa nel cuore ci racconta di Te...
Ma dove sono finiti gli uccelli rapaci
che ti hanno aspettato all’uscita di Chiaravalle
all’angolo delle tue stanchezze,
ai borghi dei tuoi sogni infranti,
ai crocevia della tua malinconia
al ricordo dei focolai d’inverno
dove con Bernardo ti riscaldavi
gustando i racconti di un Vangelo che sentivi ardere nel tuo cuore?
Raccontaci Ugo come hai fatto a non farti rubare la Parola?
A si Lo so, un Sole, una Luce brilla tra tutte nella notte,
“...bianca più della Luna, e le stelle più belle non son belle al par di Lei…”
Maria abbagliata dall’Angelo, la Colma di Grazia, in Lei il Verbo fatto carne
La Luce che vince le Tenebre… e nasceva Badiavecchia!!!”...



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W SAN MARCO... Il seminatore semina la PAROLA!!! ...coloro che ascoltano la Parola, l accolgono e portano frutto!!!

  Nei sentieri della Parola immergiamo tutto il nostro cammino
  e attraverso i colori della Festa ne accogliamo sempre il buon Seme
    che dal Cielo discende per farsi carne nella nostra esistenza.


    C’è però un pericolo in agguato, poiché nella strada, nei crocevia delle nostre culture popolari, distratti dai colori variopinti delle nostre culture folcloristiche, tanti uccelli rapaci possono rubarci il Seme della Parola: li la Parola si smarrisce, si confonde con altri suoni stordanti e, finita la festa, restiamo vuoti, come le nostre piazze, vuoti senza la gioia, vuoti di pace, vuoti di vita. “Vegliate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede” (1Pt 5,8).

    Non c’è però solo la piazza a portarci lontano dalla Parola ma anche una religiosità sterile che non porta frutto, accendiamo candele, andiamo dietro ai Santi e nelle processioni anche dietro per farci la passeggiata con loro, veniamo alla Messa solo perché c’è un occasione ma il Mistero dell’Eucarestia non è il pane Domenicale della nostra Vita, ci sentiamo a posto con la coscienza poiché abbiamo fatto il nostro dovere, ci sentiamo giusti guardando gli altri, con il nostro Santo siamo bravi devoti, ma questo terreno della nostra vita rimane duro, impenetrabile, pietrificato dalla nostra lontananza, dalla nostra ignoranza, dalla nostra vita arida di Fede, (che non significa credere che Dio c’è ma piuttosto essere impregnati di Spirito Santo), in questo terreno attecchisce qualcosa ma passata la festa tutto muore, tutto passa, e mentre i giorni della nostra vita scorrono, l’aridità del cuore rafforza la corazza impenetrabile che ci costruiamo attorno al vortice dei nostri stress, delle nostre ansie, delle nostre corse sui binari dell’apparenza, del materialismo, dell’avidità, dell’avere, della smania di sentimenti da usa e getta. “Non lasciatevi sviare da dottrine varie ed estranee, perché è bene che il cuore venga sostenuto dalla grazia e non da cibi che non hanno mai recato giovamento a coloro che ne fanno uso”  (Eb 13,9).
 



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