Epistolario



AUGURI BUONA PASQUA!!! ...sulle ali dell’AURORA!!!

Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono
Una notte di Terrore... per gli Egiziani;
una notte di morte... per chi opprime senza pietà;

    niente e nessuno a fatto desistere l’oppressione, nessun segno e nessuna piaga: “Questa è la notte!!!”, incisa per sempre nella storia, è la notte lunga del mondo che si dipinge con l’orrore di chi si sporca le mani con gli affari di un denaro corrotto mentre lascia il povero Lazzaro (Lc 16, 19-31) appoggiato ai piedi dei sacchi di spazzatura dove dentro ci sono i nostri capi firmati ancora nuovi, dove a leccare le ferite sono i nostri cani che portiamo a spasso nel linguaggio di una natura, l’unica che cerca di sopravvivere, per donarci il brivido di scorgere “l’Aurora”.
E’ la notte che corre nel tempo della nostra esistenza,  che si scrive sui testi di un dpcm infangato dagli affari sporchi di un mondo globalizzato che, nell’intento di livellare e resettare ogni cosa, ci ha reso merce di consumo e merce di scambio.
E’ la notte che si dilaga in ogni angolo del mondo, dove la sua traiettoria, tracciata da un sistema bancario di stoccaggio, ci illude di custodire i nostri sacrifici, ma come vampiri succhiano il sangue di chi l’ha buttato per tirarsi avanti per costruire sogni ormai infranti.
Un angelo sterminatore (Es 12,29), corre ancora nella morsa di una malattia di turno che tra il cancro, il covid19... annienta le primizie di quanto abbiamo generato, orrore di morte e tutto ci piomba addosso “Quale profitto viene all'uomo da tutta la sua fatica e dalle preoccupazioni del suo cuore, con cui si affanna sotto il sole? Tutti i suoi giorni non sono che dolori e fastidi penosi; neppure di notte il suo cuore riposa. Anche questo è vanità!” (Qoelet 2, 22-23).
Non cosi per chi è stato asperso dal Sangue dell’Agnello,
“Questi, che sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?". Gli risposi: "Signore mio, tu lo sai". E lui: "Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell'Agnello”
(Ap 7,13-14).
...sono coloro che in questa notte non perdono la speranza, e dentro i morsi amari di un buio senza uscita, stringono i pugni e scorgono i raggi di una croce che per sempre e senza incertezza ha tracciato una strada di luce nel mare tempestoso, travolgendo carri e faraoni (Es 13,24-27), e corrono verso l’aurora dove  ad attenderli è Lui l’Agnello immolato e risorto.
“Le sue porte non si chiuderanno mai durante il giorno, perché non vi sarà più notte” (Ap 21,25).
Teniamo forte in noi il tesoro prezioso della Fede!!!
Non ci salva un banca, non ci salva una politica ormai sporca e che ha come suo unico interesse il debito pubblico e il recovery fund…
Guardiamoci, non tutto ciò che luccica è oro, non è Fede il nostro curriculum da capogiro dove vantiamo secoli di chiesa e corredi preziosi di patrimonio religioso; non è Fede il fatto che siamo stati insigniti da ministeri di prestigio, o che ci è stato cambiato il colore nero con quello lussuoso di porpora di pura seta, non è fede la nostra vocina angelica, con le sue note finte, dentro una nota contorta, intenta a nascondere il ruggito del leone delle nostre scelte...
C’È UN MARCHIO DI GARANZIA IN QUESTO MATTINO DI PASQUA:  “Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno (Mc 16, 16-18).
...dormendo tranquilli con Gesù sulla barca!!!
...prendendo, in questa attraversata, in mano le tempeste, e non ci metteremo una mascherina solo per non contagiarci del fratello asintomatico ma infetto, che può rovinarmi la vita;
...pronunciando parole nuove che non hanno nulla a che fare con i testi degli striscioni dei no vax;
… igienizzando le mani con la consapevolezza che nessun igienizzante ha il potere di togliere il virus mortale dei nostri affari sporchi delle nostre scelte;
...non ci preoccuperemo se un prete indossi o no la mascherina ma impareremo da “Mimmo” che cadendo incidentalmente l’Eucarestia per terra l’ha mangiata senza pensarci un secondo con la consapevolezza di un immenso amore… altro che virus;
...non manterremo le distanze da chi ci tende la mano, non gli mostreremo un pugno chiuso nell’illuderci di non toccalo… No!!!
GARANZIA DI UNA PASQUA: L’Angelo  della morte passa oltre e noi
“Non avremo paura”!!!

Auguri per una Pasqua vera sulle ali dell’Aurora noi Canteremo:
Tu mi scruti e mi conosci nel segreto del mio cuore mi proteggi e mi accompagni
sulle ali dell’aurora. Io per te son meraviglia tu per me hai scritto i giorni
e nel grembo della terra tu ricami il volto mio (Mi hai fatto meraviglia Gruppo Shekinah).

 
    Badiavecchia 27 Marzo 2021                              P. Mario Salvatore Oliva

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TUTTI IN QUARANTENA... NON PERCHE’ POSITIVI MA PER CONTAGIARCI D’AMORE

Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo. 1Gv 4,19
Quante tempeste si stanno abbattendo sulla nostra fragile terra e chi ci darà la forza di attraversare questo mare?

Bufere impetuose di vento!!!  
Una globalizzazione che con impeto, da ogni parte, spazza quell’unicità e quella creatività che per secoli ha reso il nostro mondo straordinariamente bello: dal granito nero alle piramidi; dallo splendore delle antiche Americhe, (prime a pagare il prezzo di una terrificante estinzione) al cuore caldo e accogliente dell’Africa; dalla profondità mistica dell’ Asia, alla creatività dei numerosi popoli della nostra Europa.
Un uragano di un economia impazzita che, nel vortice di una politica sporca, povera, corrotta, animata da menzogne e di mali affari, stende la sua opera distruttiva  dietro il sipario, ben architettato, di un grande reset intessuto con le mascherine di una pandemia, iniettando su quella scintilla di vita, che cerca di sopravvivere, la dose di una morte lenta…
E tu Gesù che fai dormi???
Non ti accorgi che siamo perduti, stiamo per affondare e tu dove sei?
“Ecco, un giorno di tenebre e di caligine! Tribolazione e angustia, afflizione e grandi sconvolgimenti sulla terra! ” (Est 1,1g). “Fossimo morti per mano del Signore nella terra d'Egitto, quando eravamo seduti presso la pentola della carne, mangiando pane a sazietà! Invece ci avete fatto uscire in questo deserto per far morire di fame tutta questa moltitudine” (Es 17,3).

E’ vero Gesù siamo un popolo di dura cervice… ma siamo tuoi figli!!!
 Ma più li chiamavo, più si allontanavano da me; immolavano vittime ai Baal, agli idoli bruciavano incensi. A Èfraim io insegnavo a camminare tenendolo per mano, ma essi non compresero che avevo cura di loro (Os 11, 2-3).
Infondo al mare per la nostra poca fede… e tu non ci lasci mai soli!!!  
 Si ricordò della sua alleanza con loro e si mosse a compassione, per il suo grande amore (Sal 106,45).
Vigliacchi dinanzi a quanti ti consegnano ai potenti, abbiamo anche noi pensato a salvarci la pelle…
e tu dalla Croce abbandonato da tutti ci doni il tuo stesso alito di vita, lo Spirto Santo!!!
 "In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso" (Lc 23, 43).

Nessuna ideologia potrà mai aprire squarci di luce in questa tempesta, ne i sapientoni di turno potranno mai darci il libretto di navigazione, autentico e firmato, non saranno i corsi e stracorsi, dove abbiamo piallato i banchi delle nostre chiese, ad abilitarci a vincere ogni naufragio, NO!!!!

Non c’è legge che tenga, non c’è barca che ci possa salvare...
non c’è religione che tenga, non c’è cornicchio efficace contro le sfortune...
non c’è raccomandazione che tenga, non c’è ferro di cavallo che abbia fatto da sindacato a qualcuno...
direbbe qualcuno rimasto fregato, purtroppo no!!!  

Solo se ci lasceremo amare: solo quando la scintilla di questo insondabile amore ci sfiorerà ecco allora che tutto si incendia e nel fuoco potente dello Spirito sgorga il mattino di Pasqua dinanzi a quel mare che per incanto si apre travolgendo carri e faraoni (Es 13).
Morti a ciò che ci teneva prigionieri, siamo stati liberati dalla Legge
per servire secondo lo Spirito!!! (Rm 7,6).


Non siano questi giorni a dettarci una quarantena che si scrive ormai con il linguaggio di positivi che devono isolarsi per il bene dell’umanità, né siano il ricordo di un passato dove tra flagellanti e vestiti da babbaluci dobbiamo prepararci al terribile giudizio di Dio che appena si sveglierà sarà pronto a scagliare il suo giudizio senza pietà per i cattivi che non l’hanno fatto, e che sono gli altri, e se tutto non fosse così,  vale il godimento di uno spettacolo da scenari suggestivi e venerdì santo da capo giro…

Convertiamoci lasciandoci amare: Dio ci ha amati per primo!!! (1Gv 4).
Tempo straordinario di una Liturgia dove Gesù, pazzo d’amore, ci riempie della sua Luce: con Lui nulla è così terrificante sulla terra, e se anche gli urli minacciosi di questi venti contrari si abbattono, non saremo li a parare i colpi né ad accendere candele ai santi per scongiurare il pericolo, ma saremo li accesi dal Cero Pasquale, Presenza reale di Cristo Risorto,  che arde di Luce per cantare in questa perenne Pasqua:
S’innalzi a te come profumo soave, e si confonda con le stelle del cielo;
lo trovi acceso la stella del mattino, quella stella che mai tramonta:
Cristo tuo Figlio risorto dai morti, risplende di luce serena
e vive e regna in eterno. (Preconio Pasquale)
Tutti in quarantena, non per colpa di una mascherina che non hai indossato bene, ma contagiato e positivo della vittoria di Cristo che ha vinto, vince e vincerà il mondo, togliendoci quella maschera  che ci impedisce di essere vivi!!!!

    Badiavecchia 14 Febbraio 2021                               P. Mario Salvatore Oliva

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BUON ANNIVERSARIO DI MATRIMONIO!!! ...A CHI NELLA BARCA HA FATTO SALIRE GESU’!!!

...questa è la Famiglia, immagine di Dio, comunione e Trinità, segno vivo della sua Presenza che genera, simbolo di Resurrezione che vince la morte

Famiglia in crisi….

...forse perché è saltata
una celebrazione di matrimonio?

Se dobbiamo dire il vero sono in crisi tutti quelli che ci mangiano, compresa la chiesa
con il suo tariffario da business,
...forse perchè aumentano le separazioni
e si moltiplicano le esperienze?
...forse perchè ormai si è mutato il concetto
di coppia, e chi ci è accanto ha assunto
il nuovo significato di compagnia?
...forse!!!
Coppie di fatto, coppie allargate,
coppie scoppiate, coppie delle stesso sesso???  
...è la Famiglia???


    Dobbiamo essere sinceri, il mare tempestoso che ci sta dinanzi ci fa paura, abbiamo pensato di fermarci sulla riva illudendoci che un bel dì, per miracolo, ci svegliamo e ci troviamo all’altra riva, a quella di una vita piena di gioia, colma di vita, e su questa riva ci siamo solo preoccupati di farci dei bei muscoli, allo spuntar di qualche ruga abbiamo pensato ad un perfetto lifting, creativi e con buon gusto abbiamo reso belle le nostre case con le firme più pregiate e le marche più costose.
E la nostra interiorità?  E’ questa che è in crisi!!!
Ci siamo dimenticati di renderla bella, forte, capace di scelte salde, armata per sfidare le onde dell’incomprensione, il vento contrario delle diversità, la tempesta di quegli incidenti di percorso che non siamo più capaci di prevedere...,

Toccanti le parole di Papa Francesco nei primi mesi del suo pontificato, il 4 Maggio 2013 nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma: “Non si educa, non si cura la salute evitando i problemi, come se la vita fosse un’autostrada senza ostacoli. La mamma aiuta i figli a guardare con realismo i problemi della vita e a non perdersi in essi, ma ad affrontarli con coraggio, a non essere deboli, e a saperli superare, in un sano equilibrio… Una vita senza sfide non esiste, e un ragazzo o una ragazza che non sa affrontarle mettendosi in gioco, è un ragazzo e una ragazza senza spina dorsale”
… è in crisi la bellezza del nostro animo, la limpidezza di quell’amore che siamo capaci di riversare, come un fiume capace di far germogliare i deserti aridi di questa umanità,
siamo come il cielo inquinato da dove piovono polvere sottili, e l’acqua che cade dalle nostre azioni inquina e uccide quanto c’è intorno, generando il cancro amaro che logora e consuma i tessuti vitali della felicità.
Perché continuiamo a discutere di sacra rota, di una chiesa
che deve aprirsi, di una Eucarestia da dare o da concedere?

Su questi binari non c’è nessun annebbiamento che può confonderci: per tutti c’è un giorno dove si può rinascere, per tutti c’è un raggio di sole nella notte più buia delle nostre cadute, Gesù ci ha spiazzati su questo: "In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. (Mt 21,31). Non siamo una Chiesa di perfetti, ma di salvati; non siamo un recinto di promossi, ma siamo un indicazione di Luce; non siamo i vigili che controllano il passaporto per i sacramenti, ma siamo coloro che abbiamo sperimentato l’amore:
“Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo”
Dobbiamo lasciarci trasfigurare, dobbiamo lasciare che lo Spirito Santo scende con la sua ombra e rende fecondo il nostro cuore, “Ecco, io faccio nuove tutte le cose". E soggiunse: "Scrivi, perché queste parole sono certe e vere"... a colui che ha sete io darò gratuitamente da bere alla fonte dell'acqua della vita (Ap 21,5-6).

Finchè affermeremo, nella Celebrazione del matrimonio, che i ministri sono gli sposi, finche ci emozioneremo dinanzi al tocco poetico di quel “ti accolgo nella gioia e nel dolore”, finché noi ministri del culto, ancorati al sacerdozio levitico e in concorrenza con i sindaci nel dichiarare l’avvenuto matrimonio, come se tutto è fatto nostro…                                          

“Si” siamo in crisi!!!
E’ lo Spirito Santo che ci avvolge con la sua ombra,
“Noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui” (Gv 14,23).
...è Lui che ci rende capaci di affrontare le sfide,
è Lui, L’Amore che non si esaurisce,
è Lui la fedeltà che non si consuma,
è Lui la forza di dire no alle tante seduzioni che ci circondano,
è Lui che sana le ferite,
è Lui che ci rende capaci di diventare testimoni

e generare figli capaci di passare all’altra riva, piuttosto che  fargli una bella casa su questa spiaggia deserta, ben custodita, viziandoli fino al collo, e tenendoli in casa fino a 30 anni ad ammirare da lontano gli orizzonti infondo al mare, insicuri di tuffarsi e con l’amara verità che, se per caso ci provano, senza saper nuotare, dovremo piangerli nel vederli affondare e fallire, giudicando la sfortuna, il silenzio di Dio, non ammettendo, orgogliosi come siamo e pieni di noi stessi, che siamo complici delle loro misfatte.

Care famiglie, il mio invito per questo Anniversario non è quello di scacciare qualche sfortuna dalla vostra casa affinchè le cose vi vadano meglio dello scorso anno,  e con una benedizione potente, scacciare qualche maledizione che vi sta alle calcagna, vi deluderei: non mi stancherò mai di dirvelo, (anche se qualcuno si possa impressionare e qualche altro mi ha già pregato di non dirlo per i suoi figli nel giorno del loro matrimonio), in questa vita dobbiamo “buttare sangue” e per tanto, l’augurio più bello viene dallo Spirito, che vi ricolma dei suoi doni rendendovi belli nell’animo, forti nel cuore, eroi per vincere le tante sfide che vi attendono, armandovi come dice Paolo:
“Prendete dunque l'armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno cattivo e restare saldi dopo aver superato tutte le prove. State saldi, dunque: attorno ai fianchi, la verità; indosso, la corazza della giustizia; i piedi, calzati e pronti a propagare il vangelo della pace. Afferrate sempre lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutte le frecce infuocate del Maligno; prendete anche l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio. In ogni occasione, pregate con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, e a questo scopo vegliate con ogni perseveranza e supplica per tutti i santi (Ef 6, 13-18).  

Possiate sperimentare la gioia!!!
Dopo una vita lunga, potervi guardare negli occhi,
ormai all’arrivo, all’altra riva, e potervi dire l’un l’altro:

“Ce l’abbiamo fatta!!!
...questa è la Famiglia,  
immagine di Dio,
comunione e Trinità,
segno vivo della sua Presenza che genera,
simbolo di Resurrezione che vince la morte”
Auguri!!!.


     Badiavecchia 25 Dicembre 2020                       Vostro Papà
                                                                          P. Mario Salvatore Oliva



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ANCHE QUEST’ANNO ...E’ NATALE!!!

BUON NATALE!!! ... non c’è notte che tenga
Bombardati dalla curva dei contagi,
travolti da attacchi di panico,
schiacciati da un ansia ormai fuori controllo,
smarriti dentro un tunnel dove il futuro prossimo
non possiede nemmeno un raggio di luce,
logorati da una crisi che fa crescere inesorabilmente
la differenza sempre più netta tra poveri e ricchi…

La Luce è venuta nel mondo
e le tenebre non l’hanno vinta Gv 1, 1-18.

...in questo scenario oscuro risuona ancora questo annuncio e corre nella notte più buia, che non fa a gara con altri secoli, ma li attraversa, richiamando i nostri sguardi spesso rimasti fissi su quei pastori e su quei misteriosi re magi pietrificati come una storia passata, strattonandoci per sciogliere quel tocco d’invidia, su chi attorno a noi brilla di luce senza lasciarsi smussare da nessun eclisse di sole!!!
Quest’annuncio corre così veloce che mai lo troveremo dietro a noi ma sempre davanti:
“La notte è avanzata, il giorno è vicino.
Perciò gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce” (Rm 13,12).


Non è un Natale così brutto poiché un “Dpcm”, ormai di moda,
segna i tocchi di un orologio e annuncia il coprifuoco…

certo se rimani sulla spiaggia impaurito da questo mare, agitato dalle onde, che ti mette paura, hai pienamente ragione a definirlo così e nessuno ti può dare torto.

Non è un Natale monco perchè il distanziamento sociale e le maschere di sicurezza
ci impediscono di darci una mano…

certo se in quella riva sei sempre intonato a cantare le note delle tue sfortune e il pentagramma delle tue sventure, non te la prendere se questa solitudine, che ti porti dentro, infondo è la stessa anche senza restrizioni.

Non è un Natale da dimenticare poichè le ricche tavole imbandite, lo scenario dei presepi viventi,
le zampogne che risvegliano le note di queste nostre tradizioni,
si sono dissolte nel silenzio di questa pandemia…

certo se in quella riva fino ad ora ti sei nutrito di sentimentalismi fugaci, di musiche natalizie, dove girando il foglio è ricominciata la stessa musica, quella che accompagna i tuoi giorni pesanti, è giusto che tutto ti fa rabbia: c’era almeno il Natale per farti dimenticare qualche pensiero... ma se non cambia nulla a che giova.

Auguri a te invece che travolto dalle onde non perdi di vista la meta e dinanzi a questo Natale riprendi più forza perché la certezza nel Cuore si fa sempre più chiara: “La città non ha bisogno della luce del sole, né della luce della luna: la gloria di Dio la illumina e la sua lampada è l'Agnello” (Ap 21,23).
Auguri a te che su questa barca ormai logorata da tante tempeste non perdi la gioia e ti ricordi di quegli Angeli, e vai diritto sicuro, e lo sai che quel Bambino non dorme sulla Paglia ma conduce Lui la baracca: “Radicati e costruiti su di lui, saldi nella fede come vi è stato insegnato, sovrabbondando nel rendimento di grazie” (Col 2,7).
Auguri a te che nonostante il vento contrario di Erode, sai che lassù c’è la stella polare che è l’unica  a tracciare la rotta nella notte più buia: “Corro verso la mèta, al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù” (Fil 3,14).

A tutti i delusi di questo Natale,
a tutti quelli che attaccati al timone multimediale
attendono le uniche norme del nostro destino,
a tutti quelli che pensano che anche la novena è fallita
e questo Dio si è stancato di noi,
a tutti quelli che per un cambio d’orario pensano che si è persa la fede,
ascolta cosa dicono ancora di Lui:
“Furono presi da grande timore e si dicevano l'un l'altro:
Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono? ” (Mc 4,41).


NON TEMERE, ALLORA, GESÙ È RISORTO, HA VINTO LA MORTE,
ECCO PERCHÉ È UN BEL NATALE!!!


     Badiavecchia 20 Dicembre 2020                        P. Mario Salvatore Oliva

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PASSIAMO ALL’ALTRA RIVA

BUON ANNO LITURGICO!!! ... pronti a sfidare le onde

Tuonano le parole, che corrono
lungo i versi della storia!!!
    ...eco di sentenze; rantoli di lamenti; ritmi lenti di una religiosità
dal cui pentagramma si ergono effusioni d’incenso, fascino della tradizione; subdole dell’informazione, il cui vocabolario subliminale porta i diritti di autore di un economia che trascina nel baratro i piccoli e gli indifesi, che non avendo spina dorsale, vengono scaraventati per terra, lasciandoli morire lentamente, asfissiati da una cultura senza ossigeno; marchingegni educativi, che per secoli formano eserciti di preti, soldati di Cristo, (operatori pastorali, nell’epoca moderna col fascino di vocaboli nuovi ma nella sostanza cambia ben poco), che con il telaio, non più di legno e di ceci sotto le ginocchia, ma con gli strumenti multimediali della moderna psicologia, ipnotizzano le menti intessendo l’elegante e fascinoso abito nero, dove di vero c’è solo il richiamo del lutto della nostra vera identità…

E tu Maestro che sei venuto a fare in questa terra?
“Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!”  (Lc 4, 34).
Ci dai ancora fastidio. Non hai compreso che agli esseri umani è piaciuto eliminarti,
i tuoi versi sono belli, le tue parabole affascinanti, rendono attraenti i nostri congressi,
spettacolari le nostre missioni popolari, sfondano di successo le nostre visite pastorali.
Sai Maestro in questo siamo stati molto estrosi nella storia: biblioteche, tradizioni, arte, monumenti…
non ci piaci solo tu, troppo pericoloso!!!
Non hai un indirizzo, ne un email, ne un numero di cellulare.  
Te ne esci con una risposta strana dinanzi ad una domanda impertinente per te: “Venite e vedrete” (Gv 1,39).
Non si capisce da che parte stai:
adorato a Betlemme da alcuni stranieri chiamati Magi, da pastori peccatori pubblici,
te la prendi con gli scribi e i farisei e ti siedi a parlare con Nicodemo,
in Samaria ti siedi a parlare con una Donna di 5 mariti
e un’altra di facili costumi, liberata dalle pietre, l’ammetti ai sacramenti.
Siamo in crisi, come dobbiamo convincerti che anche tu devi rispettare la legge???
Anche per te è stato emanato il“dpcm”!!! Forse non ce ne siamo accorti!!!
Nessuno riesce a convincerti, ci aveva provato Pietro amico intimo,
Giuda però aveva capito che i 30 denari valevano di più delle tue scelte
così come le 10€ di una celebrazione eucaristica detta in 30 minuti facendo contenti tutti, (troppo bello…)

Passiamo all’altra riva!!!! Troppo pericoloso!!!
Le parole si dissolvono, i versi si scrivono con le onde della tempesta,
si scrivono con i drammi delle paure!!!,

...altro che novene popolari e capoversi da capogiro, canti gregoriani e cori da mille voci!!!

“Che sei pazzo o Dio, che fai dormi? Svegliati, svegliati!!!
Perché ci hai creati per lasciarci morire in questo inferno?
“È forse perché non c'erano sepolcri in Egitto che ci hai portati a morire nel deserto?
Che cosa ci hai fatto, portandoci fuori dall'Egitto? (Es14,11).

Come cavolo ragioni, ci hai tolto Orietta mentre i cattivi e i malvagi
che sono rimasti a riva, ridono di noi e hanno la meglio su tutto?

Non avete ancora Fede???
Ma cosa dici mai Maestro? Vuoi il nostro curriculum religioso?
I nostri attestati dei corsi da ministro straordinario?
Abbiamo anni di consigli pastorali, di convegni,
abbiamo comprato titoli, diplomi, attestati, carriere,
siamo monsignori, cardinali, arcipreti…
Nei nostri armadi c’è di tutto Maestro, un patrimonio religioso da fare invidia,
e tu osi dirci così?
"La fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono." (Eb 11, 1) . La fede è la roccia per non temere i venti e le tempeste della vita. Ma è anche le ali per chi decide di volare alto. La fede è l'ancora che dà sicurezza nei momenti del dubbio e dell'incertezza. Ma è anche la vela che ti permette di prendere il largo. La fede è scommettere sulla vita qui, ora, per sempre. (Don Tonino Lasconi).
Si tratta di rimanere felici in mezzo alle onde tempestose di un mondo alla deriva, fuori dall’annebbiamento che circonda il coronavirus, consapevoli che un terremoto mondiale sta manipolando le coscienze e frantumando l’ecosistema; felici come lo sguardo di Don Pino Puglisi dinanzi alle pistole disperate, come quella dei sommi Sacerdoti del Tempio al colpo secco di ispirata sentenza: “Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera! (Gv 11, 49-50); felici come Don Tonino dinanzi alle due pallottole nella buca della posta e a Reggio Calabria dinanzi all’invito, fattogli da un Cardinale illustre, a non animare le rivolte sulle installazioni militari della Nato a Sigonella; felici come Don Roberto a Como con la sua colazione in mano: quel coltello non porta solo la firma dell’assassino ma anche delle nostre omertà che dietro alle finestre guardiamo senza coinvolgerci, ed ora che il pericolo è passato, ci affacciamo per osannarlo, così ci mettono dei like.

Il vento cessò!!!

Maestro è lo stupore del mattino di Pasqua è lo stupore che canta Giovanni nell’Apocalisse:
"Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell'Agnello. ...Non avranno più fame né avranno più sete, non li colpirà il sole né arsura alcuna, perché l'Agnello, che sta in mezzo al trono, sarà il loro pastore e li guiderà alle fonti delle acque della vita (Ap 7,14-16).
Sono il mangime, gli escrementi della storia che però fanno crescere il seme buono, sono i fuori legge, quelli fermati ai posti di blocco delle nostre curie, delle nostre porte sbarrate per chi non ha il passaporto, sono quelli che al mondo più che esseri umani sono schedati come divorziati, gay, prostitute e pubblicani moderni… che sanno ancora stupirci!!!
Sulle loro tombe cortei di esseri umani confusi ancora, storditi dal loro coraggio,
non convinti ancora, poiché i conti non tornano, i calcoli impazziscono…
Dobbiamo ammetterlo non sono più ai piedi di questa riva dove abbiamo cementato le nostre idee, dove scriviamo i nostri versi; dove ci sfoggiamo delle nostre maestrie; dove al gelo del nostro cuore fermo, conserviamo giovane la nostra pelle e grazie agli estetisti dai mille attestati, mummifichiamo la nostra smania di bellezza nel vanto dei nostri capi firmati dell’ultima moda…
dobbiamo ammettere, con amara verità, che se pur non ci manca niente,
su questa riva ci sentiamo così soli, così tristi, così delusi  

...lo saremo finché non avremo il loro coraggio di salire sulla tua Barca Maestro
e non solo guardarti dalla riva; finché non ci volteremo più indietro rimpiangendo l’Egitto;
finchè non ci addormenteremo sulle tue ginocchia con la certezza nel cuore della tua Parola:
“Do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano” (Gv 10, 28);
finché al turbine violento delle onde, rivestiti della tua potenza,
con lo “scudo della fede, spegneremo tutte le frecce infuocate del Maligno” (Ef 6,16).

Hanno da insegnarci i nostri fratelli del mediterraneo!!! Per avere il coraggio di sfidare la morte dovremo forse come loro provare la fame e sentire cadere le bombe sulle nostre case? E’ vero, attorno al loro il mare tempestoso di un narcotraffico mafioso che li travolge e li affonda, ma anche vero che nei loro occhi luccicanti ci sfugge il brivido della sfida che non abbiamo il coraggio di guardare, ci mette in crisi la triste e amara verità che solo chi profuma di mare e di tempesta
...è un uomo vivo, vero, come te Maestro.

A te che stai alla riva di tanti fallimenti, non guardarti da un virus, che per quanto può essere letale, non pensare che è l’unico che minaccia la tua vita.
Ci sono altri virus che irrigidiscono i muscoli, che addormentano la mente, che atrofizzano le mani, che anestetizzano le coscienze, che raffreddano il cuore: il virus di una politica sporca, il virus di un denaro guadagnato con disonestà, senza scrupoli, il virus di una religiosità sporca e ipocrita, il virus di amicizie di tornaconto!!!
A te che non ti decidi ancora a salire sulla barca, non pensare che ti sei salvato perché sei un asintomatico, asintomatico da tante liturgie domenicali, da tante prediche che non ti toccano minimamente, da tanti santini che porti dappertutto senza che ti coinvolgono, da tante cattedre conquistate dove dalle tue ricette non sprigiona nessun profumo di cucina.
A te che guardi da lontano i barconi sbattuti dalle onde pensando che ti è andata bene, fino ad ora…, domani non lo sai… non pensare che passato l’era del virus ti sei liberato, non serve la fatica di parare i colpi anche perchè qualcuno primo o poi ci beccherà di sicuro: la morte.
“Tutti nasciamo come originali ma molti muoiono come fotocopie” (Carlo Acutis)
A te allora l’Augurio per questo Anno Liturgico sui versi di Don Tonino, un grande nuotatore,
ha sfidato le onde di tante tempeste, ora è all’altra riva, non certo quella di una Beatificazione:

La Pasqua frantumi le nostre paure e ci faccia vedere le tristezze, le malattie, i soprusi, e perfino la morte, dal versante giusto: quello del «terzo giorno». Da quel versante le croci sembreranno antenne, piazzate per farci udire la musica del cielo. Le sofferenze del mondo non saranno per noi i rantoli dell’agonia, ma i travagli del parto. E le stigmate, lasciate dai chiodi nelle nostre mani crocifisse, saranno le feritoie attraverso le quali scorgeremo fin d’ora le luci di un mondo nuovo. Pasqua, festa che ci riscatta dal nostro passato! Allora, Coraggio! Non temete! Non c’è scetticismo che possa attenuare l’esplosione dell’annuncio: “le cose vecchie sono passate: ecco ne sono nate nuove”. Cambiare è possibile. Per tutti. Non c’è tristezza antica che tenga. Non ci sono squame di vecchi fermenti che possano resistere all’urto della grazia. (D. Tonino B.).
Non è usuale parlare di Pasqua a Natale, ma ne abbiamo bisogno…

non dimenticarti non solo di metterti la mascherina ma ricordati di metterla anche ai pastori del tuo presepe affinchè non si infettino del nostro natale sterile. AUGURI BUON ANNO LITURGICO!!!

ALCUNI AVVISI IMPORTANTI:
La sera del 29 Novembre sabato a S. Marco inizieremo l’Anno Liturgico alle ore 18, segue un momento di Festa. Accogliamo i nuovi Cooperatori delle nostre tre Comunità: Jenny Giamboi di Badiavecchia, Carmelina Calabrese di San Marco, Pippo Bartucciotto di San Basilio, sono il segno del nostro cammino insieme: con loro sulla barca del Maestro pronti ad affrontare le tempeste solo perché il maestro è con noi sulla barca.
I Programmi del Mese li trovate in fondo in Chiesa o nella bottega di Maria e Anna.

     Badiavecchia 19 Novembre 2020          P. Mario Salvatore Oliva



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