Epistolario



W SAN MARCO... Il seminatore semina la PAROLA!!! ...coloro che ascoltano la Parola, l accolgono e portano frutto!!!

  Nei sentieri della Parola immergiamo tutto il nostro cammino
  e attraverso i colori della Festa ne accogliamo sempre il buon Seme
    che dal Cielo discende per farsi carne nella nostra esistenza.


    C’è però un pericolo in agguato, poiché nella strada, nei crocevia delle nostre culture popolari, distratti dai colori variopinti delle nostre culture folcloristiche, tanti uccelli rapaci possono rubarci il Seme della Parola: li la Parola si smarrisce, si confonde con altri suoni stordanti e, finita la festa, restiamo vuoti, come le nostre piazze, vuoti senza la gioia, vuoti di pace, vuoti di vita. “Vegliate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede” (1Pt 5,8).

    Non c’è però solo la piazza a portarci lontano dalla Parola ma anche una religiosità sterile che non porta frutto, accendiamo candele, andiamo dietro ai Santi e nelle processioni anche dietro per farci la passeggiata con loro, veniamo alla Messa solo perché c’è un occasione ma il Mistero dell’Eucarestia non è il pane Domenicale della nostra Vita, ci sentiamo a posto con la coscienza poiché abbiamo fatto il nostro dovere, ci sentiamo giusti guardando gli altri, con il nostro Santo siamo bravi devoti, ma questo terreno della nostra vita rimane duro, impenetrabile, pietrificato dalla nostra lontananza, dalla nostra ignoranza, dalla nostra vita arida di Fede, (che non significa credere che Dio c’è ma piuttosto essere impregnati di Spirito Santo), in questo terreno attecchisce qualcosa ma passata la festa tutto muore, tutto passa, e mentre i giorni della nostra vita scorrono, l’aridità del cuore rafforza la corazza impenetrabile che ci costruiamo attorno al vortice dei nostri stress, delle nostre ansie, delle nostre corse sui binari dell’apparenza, del materialismo, dell’avidità, dell’avere, della smania di sentimenti da usa e getta. “Non lasciatevi sviare da dottrine varie ed estranee, perché è bene che il cuore venga sostenuto dalla grazia e non da cibi che non hanno mai recato giovamento a coloro che ne fanno uso”  (Eb 13,9).

     Infine c’è il dramma del vuoto esistenziale della nostra vita, della nostra intimità che in ogni festa gioca il suo ruolo importante poichè tra la piazza e la chiesa, dietro le finestre a spiare o nei “rigiocchi” dei nostri prendi e porta, scorre la nostra partecipazione, e li cade la Parola, ma può rimanere soffocata senza luce, senza speranza, senza vita. “Le grandi acque non possono spegnere l'amore né i fiumi travolgerlo. Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa in cambio dell'amore, non ne avrebbe che disprezzo” (C. dei Cantici 8,7). Quante scelte sbagliate possono spegnere la forza di vita e di Luce poiché abbiamo piantato la nostra vita tra le spine, tra quello che ci fa male. Quante scelte facili, quante logiche in nome della libertà del modernismo, del tutti fanno così, dentro un vortice di spine, ma non si può abitare in mezzo ai rovi e l’unica via che ci libera è quella di convertirci alla Parola di Gesù, allontanandoci da tutto ciò che ci distrugge e ci annienta. “Fate dunque molta attenzione al vostro modo di vivere, comportandovi non da stolti ma da saggi, facendo buon uso del tempo, perché i giorni sono cattivi. Non siate perciò sconsiderati, ma sappiate comprendere qual è la volontà del Signore” (Ef 5,15-17).

    San Marco tu tieni tra le mani il dono più prezioso, una goccia di Cielo
  sgorgata dal costato di Gesù,
che toccando l’uomo lo risorge, lo innalza, lo riempie di vita,
        ci hai regalato il primo e il più grande Testimone, degno di questo nome,
      che fino alla fine dei tempi nessuno potrà mai permettersi di smentire:
       “Il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse:
                                                               "Davvero quest'uomo era Figlio di Dio!" (Mc 15,39),  

    Tu tieni tra le mani altro che google maps, che ha i suoi limiti nel definire la stabilità
    delle nostre strade che cadono come a Genova, tu hai nelle mani la password d’accesso
         alla via che è Gesù
e che unisce la terra al cielo, la creatura al suo creatore
         e ci fa volare nell’infinita fonte di vita e di luce che è il Paradiso
            pienezza della nostra esistenza pienezza di gioia. "Coraggio! Àlzati, ti chiama!".
               Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù” (Mc 10,49-50).
   Tu tieni tra le mani l’unica Verità che trascende tutti i meccanismi di pensiero,
       filosofici, ideologici, storici, infatti si nasconde ai sapienti ed è rivelata ai piccoli.

         “Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore,
         e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti” (Mc 10,43-44).

        Verità che è discesa dal cielo. Ci stupisce la forza della sua essenza di pace, di forza
        di vittoria, come ben afferma Giovanni: “Quello che era da principio, quello che
           noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi,
       quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita...
                                                     ...noi lo annunciamo anche a voi” (1Gv 1,1-3).

          La Verità è sotto gli occhi di tutti tranne di chi non vuol vedere!

   Veniamo a te per non perderci tra i rumori stordanti delle nostre piazze,
     veniamo a te per spogliarci delle vesti di una religiosità di facciata,
   dura come la pietra e rivestirci di Cristo che fa del nostro Cuore di Pietra  un Cuore di Carne (Ez 36,26).
Veniamo a te per liberarci da quelle spine soffocanti delle nostre scelte sbagliate,
                                                    dei nostri vuoti esistenziali, delle nostre tristezze.
Veniamo a te non per prendere il Vangelo, non per diventare fans,
ma come Ezechiele vogliamo mangiarlo per divenire noi la Lettera di questa Parola...
  “Aprì la bocca ed egli mi fece mangiare quel rotolo, dicendomi:
  "Figlio dell'uomo, nutri il tuo ventre e riempi le tue viscere con questo rotolo
   che ti porgo". Io lo mangiai: fu per la mia bocca dolce come il miele” (Ez 3,2-3).
Veniamo a te desiderosi di scrivere la Lieta notizia cioè il Vangelo
  non solo con gli inchiostri multimediali dei nostri tempi, non solo fondando
  areopaghi moderni sui canali di GotoWebinar, ma anche come dice la Parola
          formando in noi la Vita di Cristo: “Le genti sono chiamate, in Cristo Gesù,
      a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi
      della stessa promessa per mezzo del Vangelo” (Ef 3,6),

                                      e porteremo frutto il 100, il 60, il 30 per uno,
        e non supereremo solo la logica di una spiga che in una buona annata
        riesce a fare 8 chicchi, e 30 in un annata straordinaria,
         con Lui faremo l’impossibile, che è il 60, e figuriamoci anche il 100 per primo,
          ma anche ci collegheremo sulle onde dello Spirito che a google,
   che nasce da una forma matematica di 10 elevato a 100, gli fa un baffo,

            ...e possederemo così “Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace,
     magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé;
     contro queste cose non c'è Legge. Quelli che sono di Cristo Gesù
 hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri.
Perciò se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito (Gal 5, 2-25).


                   Fatima 18 Agosto 2018                                 P. Mario Salvatore Oliva



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W SAN BASILIO... ...da Gesù la possibilità di divenire Dio!!!

 Se moriamo con lui,
con lui anche vivremo;
se perseveriamo,
con lui anche regneremo!!! 2Tm 2,11

      “Il Seminatore
          uscì a seminare…”   (Mc 4,1)
...tornano a risuonare queste parole di gioia, capaci di stupirci e spingerci oltre quello sguardo spesso confinato e diretto solo alla qualità del terreno di questo mondo, di strada, impenetrabile come una pietra, spinoso in ogni angolo, sguardo che dà eco a quel lamento quotidiano di disperazione e di sfiducia che spegne ogni luce e con essa la voglia di  farci dono dando autorità e potere ad una sola parola “è sempre peggio tanto non cambia nulla!”.

 Gesù però ci spiazza ancora e con Lui i suoi Discepoli, i suoi amici, scia di peccatori diventati Santi,
e in mezzo a loro anche il nostro  Basilio che afferma:
“Io avevo sciupato molto tempo nella vanità, perdendo quasi tutta la mia giovinezza nel lavoro
vano a cui mi applicavo per apprendere gli insegnamenti di quella sapienza
che Dio ha resa stolta (1Cor 1,20); finché un giorno, come svegliandomi da un sonno profondo,
riguardai alla mirabile luce della verità del Vangelo, e considerai l'inutilità della sapienza dei principi
di questo mondo che sono ridotti all'impotenza (1Cor 2,6). Allora piansi molto sulla mia miserabile vita”


Ci uniamo anche noi, per uscire con Lui e attraverso i colori della Festa annunciare la Gioia, la grandezza dello Spirito Santo, che dà forza e vita, rendendo possibile ciò che impossibile agli uomini:
“Si rallegrino il deserto e la terra arida, esulti e fiorisca la steppa. Come fiore di narciso fiorisca;
sì, canti con gioia e con giubilo. Le è data la gloria del Libano, lo splendore del Carmelo e di Saron.
Essi vedranno la gloria del Signore, la magnificenza del nostro Dio”  (Is 35, 1-2).
Ma come anche afferma S. Basilio: “Chi è quell’uomo che, udendo gli appellativi dello Spirito Santo,
non si solleva con l’animo e non innalza il pensiero alla suprema natura di Dio? Infatti è stato chiamato
Spirito di Dio e Spirito di verità, che procede dal Padre: Spirito forte, Spirito retto, Spirito creatore.
Spirito Santo è l’appellativo che gli conviene di più e che gli è proprio.
Tutto ciò che ha un carattere sacro è da lui che lo deriva. Di lui hanno bisogno gli esseri che hanno vita e,
come irrorati dalla sua rugiada, ricevono vigore e sostegno nel loro esistere
ed agire in ordine al fine naturale per il quale sono fatti.
Egli è sorgente di santificazione e luce intelligibile. Offre ad ogni creatura ragionevole
se stesso e con se stesso luce e aiuto per la ricerca della verità.
Inaccessibile per natura, può essere percepito per sua bontà. Tutto riempie con la propria forza,
ma si rende manifesto solo a quelli che ne sono degni.
Ad essi tuttavia egli non si dà in ugual misura, ma si concede in rapporto all’intensità della fede.
Semplice nell’essenza, e molteplice nei poteri, è presente ai singoli
nella sua totalità ed è contemporaneamente e tutto dovunque.
Egli viene partecipato senza tuttavia subire alcuna alterazione. Di lui tutti sono partecipi,
ma egli resta integro, allo stesso modo dei raggi del sole, i cui benefici vengono sentiti da ciascuno
come se risplendessero solo per lui e tuttavia illuminano la terra e il mare e si confondono con l’aria.
Così anche lo Spirito Santo, pur essendo presente a ciascuno di quanti ne sono capaci
come se fosse presente a lui solo, infonde in tutti una grazia sufficiente ed intera.
Di lui gode tutto ciò che di lui partecipa, per quanto è permesso alla natura, ma non per quanto egli può.
Per lui i cuori si elevano in alto, i deboli vengono condotti per mano, i forti giungono alla perfezione.
Egli risplende su coloro che si sono purificati da ogni bruttura e li rende spirituali
per mezzo della comunione che hanno con lui.
E come i corpi molto trasparenti e nitidi al contatto di un raggio diventano anch’essi molto luminosi
ed emanano da sé nuovo bagliore, così le anime che hanno in sé lo Spirito e che sono
illuminate dallo Spirito diventano anch’esse sante e riflettono la grazia sugli altri.
Dallo Spirito l’anticipata conoscenza delle cose future, l’approfondimento dei misteri,
la percezione delle cose occulte, le distribuzioni dei doni, la familiarità
delle cose del cielo,  il tripudio con gli angeli.
Da lui la gioia eterna, da lui l’unione costante e la somiglianza con Dio, e,
cosa più sublime d’ogni altra, da lui la possibilità di divenire Dio”.


A tutti dunque l’invito ad accogliere il Seme della Parola che abbondante semineremo in questa Festa che inizieremo con una Giornata Eucaristica di Adorazione e con il Prezioso Dono di PADRE PAOLO DANIELE DI FONDACHELLI, NOVELLO PRESBITERO CHE CI DONERA’ LA GIOIA DEL DONO DELLO SPIRITO CHE LO RENDE DISCEPOLO DI QUESTA PAROLA, E PORTERÀ GESÙ, SEME DI LUCE, DONO CHE DA VITA E SALVEZZA AL MONDO, PER LE STRADE DELLA NOSTRA COMUNITÀ.
Buona Festa
non solo alla nostra Comunità di San Basilio ma a tutta la nostra Parrocchia, insieme viviamo la Gioia di un Regno che cresce trasformando le ferite di questo mondo in solchi di un terreno dove germoglia  il fiore della Pasqua.

      Castanea 10 Luglio 2018                                 P. Mario Salvatore Oliva



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LODE A TE O SPIRITO SANTO... spuntarono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno!!!

"Rimanete nel mio amore"
Vi ho detto queste cose
perché la mia gioia sia in voi
e la vostra gioia sia piena!!! Gv 15, 9e11

    La qualità del terreno è un elemento fondamentale affinchè il seme possa portare frutto. Per quanto sia una considerazione giusta, un grande Dono, immenso, sublime, fa impazzire non solo la legge fisica e tutta le legge naturale, ma anche la logica di un pensiero portato all’estremo, sia quello della scienza ma anche quello di una religione con i suoi decaloghi e con i suoi storici cerimoniali dal fascino spettacolare, ma sterili nella loro identità: “Venne all'improvviso dal cielo un fragore, ...e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue!!!” (Atti 2,2).
    -DAL CIELO DISCENDE ED È VENTO che impollina la Parola caduta nella strada dove il seme è in pericolo, e la smuove dalle mani violente di quegli uccelli rapaci del male che ogni giorno ci rubano la speranza: “del resto sono ben note le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere (Gal 5,19)” …e la spinge nelle crepe create dalle ferite profonde della vita, e li fecondato germoglia, il seme che muore porta frutto (Gv 12,24),  ...è qui il miracolo che stupisce i potenti di questo mondo persi nei loro calcoli capitalisti; stupisce l’organizzazione religiosa che con la sua missione in cerca di adepti deve fare i conti con una contraddizione, da una parte quella della sua identità di misericordia e dall’altra il suo patrimonio di regole e norme che escludono e discriminano quanti non sono in regola: “In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio (Mt 21,31)”.
    -DAL CIELO DISCENDE E RIEMPIE DI SE TUTTA LA CASA capace di riempire ogni fessura tra le pietre, dove la Parola è caduta e non trova forza, ne spazio, riempie di sapienza che non ha nulla a che fare con quella di questo mondo che insuperbisce il cuore generando file incapaci di generare, depositati solo per ergersi e mostrarsi sulla passerella costruita per calpestare gli ultimi e i poveri: “I loro idoli sono argento e oro, opera delle mani dell'uomo. Hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono (Sal 115,4-5)”. Lui discende e riempie… “Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? (Mt 13,54-55,)”; ...riempie: “lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto (Gv 14, 26)”; ...riempie: “ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili (Lc 1,51-52)”; ...riempie: “quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti (1Cor 1,27)”,     ...è la Parola che germoglia tra le pietre, miracolo sorprendente che stupisce i dotti e i sapienti spiazzati dai piccoli, che senza cultura, sono pane per il mondo. Stupisce l’organizzazione religiosa con i suoi corsi il cui fallimento è attestato dal puntuale lamento che fra un mese si tornerà a cantare, quello delle spiagge piene e delle chiese vuote:  “Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna (Gv4,39)” - la donna dei cinque mariti.
    - DAL CIELO DISCENDE ED È FUOCO CHE DIVAMPA, brucia le spine e i cardi che soffocano la Parola e la riscalda, le dà energia nuova nonostante l’incapacità di un sole offuscato da tante ombre e paure; il fuoco oltrepassa le spine e le trasforma: “E' stata data alla mia carne una spina, un inviato di Satana per percuotermi, perché io non monti in superbia. ...Ed egli mi ha detto: "Ti basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza (2Cor 12,7e9)”; è un fuoco d’amore che nessuno può fermare:  “le catene gli caddero dalle mani (Atti 12 ,7)”; nessuna legge può spegnere: “In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso (Lc 23,43)”; un fuoco che spalanca le porte, apre fessure nella notte buia e accende la Vita: “Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, alzati e cammina! (Atti 3,6)”     ...stupisce i poteri forti dominanti dei nostri giorni, subdoli e nascosti, spinosi di corruzione, segni del potere ridotti in cenere dal potere dei segni - dichiarazione forte di Don Tonino Bello -, ed è sotto i nostri occhi nei segni di Papa Francesco, e che anch’io condivido, non con un “mi piace” ma con uno stile senza se e senza ma: “Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno (Mc 16,17-18)”.
    AUGURI A TE che tenti di diventare un terreno buono, dai non disperarti invano, accogli lo Spirito Santo, invocalo, amalo, accoglilo, è Lui che apre i cieli, è Vento che feconda, è Dono che riempie ogni vuoto, è Fuoco che divampa, è il Cuore del Risorto che entra in noi e ci fa Pane che nutre l’umanità e la eleva, ci fa spiga per seminare ancora la Parola, ci fa fiume che irriga, Sole che riscalda una terra crocevia di mali affari, Sole che rende fertile una terra pietrificata dall’egocentrismo, Sole che da vita a una terra irrigata con il sangue dei martiri: “Sotto i due bracci della Croce c'erano due Angeli, ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio. (Terzo segreto di Fatima)”.
Auguri a te in quell’eco che risuona ancora forte di Papa Giovanni Paolo II:
                        “Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!”

          Castanea 15 Maggio 2018                                 P. Mario Salvatore Oliva

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SUONANO LE CAMPANE A FESTA, LA VITA GERMOGLIA, CRISTO E RISORTO ALLELUIA!!!

  Suonano le Campane a Festa e l’annuncio corre veloce!!!
   ...per sempre sconfina i ritmi del tempo e degli spazi cosi limitati dell’universo: il cielo e la terra diventano un tutt'uno. L’immensità di un Dio, che dagli uomini era proclamata irraggiungibile, sconfina da un piccolo seme, dinanzi al primo stupore di donne incredule e poi, oltre le porte serrate dalla paura, dinanzi a uomini pronti a fuggire: dalla terra germoglia la Vita!!!
  ...ed ora non c’è più nessun confine, nessun dualismo tra terra e cielo, tra Dio e l’Uomo, tra morte e  vita, tra bene e male, tra sacro e profano: in questa fragilità vive Lui il Risorto, ed ora straordinaria e ricca di vita, è la nostra umanità, il male si è dissolto, le tenebre sono scomparse, l’impossibile ora è possibile: tutto è un esplosione di vita!!!
                   “In questo si è manifestato l'amore di Dio in noi:  Dio ha mandato
      nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui” (1Gv 4,9).


 Questa è la notte in cui Cristo, spezzando i vincoli della morte, risorge vincitore dal sepolcro.
                      nessun vantaggio per noi essere nati, se lui non ci avesse redenti (Exsultet)...

    …la notte in cui il seme germoglia anche nella strada dove è caduto,
                                 “Verserò acqua sul suolo assetato, torrenti sul terreno arido!!!” Is 44,3
             con la sua potenza d’amore ha forato la dura terra, non si è lasciato rubare il cielo,
             la speranza, la forza, la sua unicità, né dalla depressione, ne dalle voci possenti
                 del denaro e del benessere, ne da quanti dall’alto ci pilotano come burattinai.     
    ... la notte in cui il seme macina e frantuma le pietre impenetrabili,
                               “Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze,
                                   perché dimori in me la potenza di Cristo” 2Cor 12,9

             dei nostri dualismi, dei nostri drammi, delle nostre ferite, che macinate sono diventate
             concime alla terra profonda che è in noi e che grazie ad esse germoglia la nostra libertà,
               la nostra voglia di non arrenderci, di alzarci, di guardare avanti, di amare, di donarci.
     ...la notte in cui il seme distrugge le spine soffocanti e pungenti e le oltrepassa,
            “Afferrate sempre lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere
                        tutte le frecce infuocate del Maligno” Ef 6,16

                 quelle dell’ansia, delle facili preoccupazioni, dei falsi idoli di questo mondo quale
   il piacere, la bellezza, animati da legami superficiali a volte presentati da un mondo multimediale,
    come quello di whatsapp o di facebook, dove c’è poco di noi  e  attraverso il quale nascondiamo
      il dramma esistenziale di una vita fallita, delusa, sbagliata, piena di ferite che ci sotterrano.
     ...la notte in cui il seme risorge, rinasce, illumina, il 30, il 60, il 100 per uno,
               “Essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro
                        e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano” Mc 16,20

                                                                                    CONCERTO DI CAMPANE, I RISORTI CON LUI!!!
     ...non gruppi definiti cattolici, non gli etichettati da una religione conservatrice o progressista, non quelli dell’attestato di appartenenze a movimenti spirituali da cinque stelle...
ma sono coloro che oltrepassano queste architetture umane,
sono un seme di cielo sulla strada dei ladri, sulle pietre aride, sulle spine che soffocano, sono seme di luce, di vittoria, di vita, di pace…

….ad essi appartiene la Parola che porta frutto, a quelli che mai si abbattono, a quelli che credono pur non avendo visto, a quelli che sorridono, che danzano trasfigurando di luce tutte le sofferenze, a quelli che tendono le mani per seminare nella notte di tante povertà la vita come Pepe e dietro di Lui un esercito che non fa rumore ma che nel silenzio fa crescere una foresta di vita, a quelli che non si vendono che non si compromettono, che con coraggio non perdono se stessi e preziosi non hanno paura!!!                                    Auguri!!!

      Castanea 21 Marzo 2018                                                                          
                                                               P. Mario Salvatore Oliva

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NEI SENTIERI DELLA QUARESIMA ESODO VERSO LA LUCE CHE GERMOGLIA!!!

Se uno è in Cristo, è una nuova creatura!!!
Le profondità di una terra sconfinata e povera si incontrano con un cielo stellato di sogni verso
un aurora di luce che restringe i confini del male, ormai destinati a svanire.
Le ore delle Tenebre infatti sono ormai contate
e nonostante la loro forza opprimente dentro di esse è stato posto un immenso limite irreversibile!!!

    ...È DA QUESTA PRESA DI COSCIENZA CHE SI DEVONO ALZARE GLI SGUARDI, ATTRATTI DA QUESTO CIELO!!!
     ...è qui che ancora una volta siamo chiamati a convertirci: “Gettate via anche voi tutte queste cose: ira, animosità, cattiveria, insulti e discorsi osceni, che escono dalla vostra bocca. Non dite menzogne gli uni agli altri: vi siete svestiti dell'uomo vecchio con le sue azioni avete rivestito il nuovo, che si rinnova per una piena conoscenza, ad immagine di Colui che lo ha creato, (Col 3,8-10)
 ...abbandoniamo per sempre quelle note stonate del maligno, dove l’eco si dissolve nel nulla delle nostre miopie, accogliamo la Parola che è seme fecondo che, seminato in una terra concimata dagli escrementi delle nostre ferite, bagnata dalle lacrime senza sosta, e zappata da storie di dolore, e dalle ferite diventate feritoie, così come dice Ermes Ronchi, fa germogliare la Luce, fa germogliare la vita, mentre si aprono i sepolcri: “La morte è stata inghiottita nella vittoria. Dov'è, o morte, la tua vittoria? Dov'è, o morte, il tuo pungiglione? Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la Legge. Siano rese grazie a Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo! Perciò, fratelli miei carissimi, rimanete saldi e irremovibili, progredendo sempre più nell'opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore” (1Cor 15,54-58).
Siamo chiamati pertanto a rimanere stabili dinanzi al serpente antico, seminatore della zizzania che nelle nostre notti semina l’egoismo amaro dei nostri interessi, la smania di successo delle gare sterili animate dalle nostre crisi esistenziali; semina l’idolo di una bellezza fugace ed effimera, semina la menzogna di idoli che hanno occhi e non vedono, quelli del piacere, dell’idolatria del corpo, dell’insaziabilità dell’anima che tradisce gli affetti, dimentica le promesse di un amore giurato per l’eternità e abbandona figli rendendoli scarto, segnandoli per sempre; semina l’orrore della normalità, del relativismo!!! Queste spine crescendo ci soffocano, tolgono il respiro dei sogni, della speranza, della luce, ci immergono nel buio più oscuro e pungente che viene da ogni parte, ci regalano solo il desiderio della morte, e nel linguaggio della depressione, la danza si cambia in lamento (Sal 30) , e l’agnello e l’orsa, destinati a sdraiarsi, si rodono nei dinamismi violenti di morte e di vendetta  (Is 11)… e la Parola seminata, da quel cielo stupendo, muore, … non la sua forza, non la sua infinita voglia di raggiungerci e liberarci, non la sua inarrendibile potenza, no, ma muore in noi, non permettendo ad essa di portare frutto!!!
Apriamo allora lo sguardo, alziamoci... riprendiamo il cammino… ed usciamo… come il Popolo d’Israele, dalla schiavitù d’Egitto, come Gesù dal sepolcro, in questo esodo verso la libertà, verso il cielo, verso la vita nuova, verso la Luce.
Non imbrattiamoci di digiuni che fanno solo perdere di peso, prendiamo la Parola tuffiamoci dentro perché dia peso e spessore alla nostra vita!!!
Non imbrattiamoci di quei riti lamentosi di scenografie, di barette che di vero hanno solo quello che rappresentano, il resto è tutto spettacolo, osiamo invece prendere sul serio il Vangelo, lasciando le nostre reti che cerchiamo di rattoppare inutilmente, i nostri garzoni, e seguirlo!!! (Mc 1,16-20)
E ALLORA COME DICE DON TONINO: “Non c’è scetticismo che possa attenuare l’esplosione dell’annuncio: “Le cose vecchie sono passate: ecco, ne sono nate di nuove”. Cambiare è possibile. Per tutti.  Non c’è tristezza antica che tenga. Non ci sono squame di vecchi fermenti che possano resistere all’urto della grazia. Pasqua, festa che ci riscatta dal nostro pesante passato. Non per nulla, noi la celebriamo spezzando quel pane azzimo che vuole essere per tutti simbolo e fermento di novità”.
 

     Eremo delle Carceri Assisi 5 Febbraio 2018        
                                                                    
        P. Mario Salvatore Oliva



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