Epistolario



...QUARESIMA!!! "Dai a questi miei amici e fratelli la forza di osare di più" Don Tonino Bello

Vedendo la folla attorno a sé, Gesù ordinò di passare all’altra riva. Mt 8,18

Seduto dietro il muraglione di Tricase mi tuffo dentro gli occhi di Don Tonino
e con Lui guardo questo mare  dove le paure
annebbiano l’orizzonte mentre il peso insormontabile della vita ci  pietrifica sugli scogli irremovibili
delle nostre schiavitù:
“Fossimo morti per mano del Signore nella terra d'Egitto, quando eravamo seduti presso la pentola della carne, mangiando pane a sazietà!
Invece ci avete fatto uscire in questo deserto per far morire di fame tutta questa moltitudine" (Es 16,2-3).

    Quante schiavitù ci rimbombano dentro, mentre ci trasciniamo al piede il peso delle nostre paure? Dobbiamo ammettere che nonostante vorremmo far credere che stiamo morendo di asfissia, in fondo in fondo, con il nostro porticciolo, abbiamo instaurato un legame profondo senza nessuna speranza di divorzio o di lacerazione, e immersi negli abissi di una profonda solitudine, pietrifichiamo dentro i nostri scogli, i sognatori di speranza, quelli che hanno deciso di andare oltre e tuffarsi in questo mare di piombo, illudendoci di non essere rimasti soli.
“Tutti quelli che vogliono rettamente vivere in Cristo Gesù saranno perseguitati.
Ma i malvagi e gli impostori andranno sempre di male in peggio, ingannando gli altri
e ingannati essi stessi. Tu però rimani saldo in quello che hai imparato e che credi fermamente. Conosci coloro da cui lo hai appreso e conosci le sacre Scritture fin dall'infanzia:
queste possono istruirti per la salvezza, che si ottiene mediante la fede in Cristo Gesù.”  (2Tm 3,12-15).

    Usciamo!!! All'orizzonte, Don Tonino, ci fa vedere come il cielo e la terra si uniscono!!!
        Non è Pasqua il 12 Aprile!!!  
Osiamo prendere il largo... liberiamoci da quel solito copione quaresimale che ci piazza sul palcoscenico dove si ripete la solita farsa delle nostre ipocrisie, mentre tentiamo di velare i nostri egoismi, con magnifiche colombe dai colori splenditi della nostra creatività e con gustose uova di cioccolato destinate ad inacidirsi, quella notte, all’uscire della statua, come magia, senza poter fuggire dal reflusso gastrico di tante disonestà, di scelte corrotte, di mani sporche, della nostra avidità di denaro e di potere:
Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli,
perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare,
ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto,
nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato" (Mt 25 41-43).

E’ Pasqua solo quando senza più paura passerai questo mare, dove le correnti si abbracciano, le onde ti accarezzano, le paure si dissolvono e all'orizzonte ti attende la Libertà di una vita che rinasce. Dalle ferite che prima grondavano sangue escono raggi di Luce, che fanno fiorire la primavera, mentre germogliano gesti nuovi che fluiscono nelle vene di quell'immenso Amore Risorto, dove tutto da vita e tutto vince.
E’ Pasqua quando non getteremo più nel mare i sogni degli affamati, degli assetati, con le nostre tavole imbandite a festa, indifferenti e stufati di vedere nei nostri freddi schermi televisivi, i soliti migranti che muoiono sui nostri mari, insieme al loro grido di libertà.
E’ Pasqua quando si troncheranno per sempre le nostre condanne senza pietà, torturati dagli occhi profondi  di chi, a differenza di noi, ha messo in gioco tutta la propria esistenza pur di attraversare questo Esodo, portando inciso indelebile il marchio di ferite incancellabili firmate dalle nostre violenze occidentali, che dopo averli spogliati e incarcerati nei ghetti subdoli dei nostri sistemi, ai semafori delle nostre citta, continuiamo a macchiarli dei nostri sguardi schifati e disturbati.
Non pensiamo di farla franca: "Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato
o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?" (Mt 25,44).
“Signore dai a questi miei amici e fratelli la forza di osare di più.
La capacità di inventarsi. La gioia di prendere il largo.
Il fremito di speranze nuove. Il bisogno di sicurezze
li ha inchiodati a un mondo vecchio, che si dissolve” (Don Tonino  Bello)
Grazie Don Tonino!!! ...vero laggiù, sul mare,
ancora senza vele e senza sogni, si è accesa una lampara.


     Tricase 19 Febbraio 2020          P. Mario Salvatore Oliva



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BUON ANNIVERSARIO DI MATRIMONIO!!! ...ALLA SORGENTE DELL’AMORE!!!

L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato. Rm 5,5
Mentre le parole si confondono…
...mentre gli orizzonti chiari di un tempo si offuscano dinanzi all’avanzare di diverse tipologie
    che si impongono e prendono il posto della Famiglia...
...mentre le crociate scendono in campo per difendere ciò che ancora rimane in piedi…:
scorre così vicino a noi un fiume d’Amore, che tra colui che Ama e colui che è Amato
si riversa su tutta l’Umanità.

Mi guardo dal trovare parole chiare che mancano di sguardi profondi, di mani capaci di toccare il vuoto di tanta sofferenza, la fragilità di tanti fallimenti, le piaghe di tante amarezze d’amore, fratelli e sorelle che hanno solo fame d’amore.
Mi rifiuto di sedermi nel tribunale, posto nelle nostre sacrestie, dove spesso siamo solo preoccupati a rilasciare il passaporto per il via libera alle nostre adunanze mentre bolliamo la condanna alle nuove tipologie ignari di tanta sofferenza che ci sta dinanzi. Non credo nemmeno che risolve qualcosa unirsi a delle crociate in difesa di quello che ancora rimane in piedi, in una società in disastro.
Dentro questo fiume d’Amore dobbiamo solo tornare ad immergerci: “Io sono l'Alfa e l'Omèga, il Principio e la Fine. A colui che ha sete io darò gratuitamente da bere alla fonte dell'acqua della vita. Chi sarà vincitore erediterà questi beni; io sarò suo Dio ed egli sarà mio figlio” (Ap 21,6-7).
Nella Liturgia del Matrimonio ciò che sta alla sorgente è l’Amore di Dio che effonde lo Spirito Santo!!!
...non sono i nostri occhi luccicanti di innamorati, ne il fascino di un consenso, che prima si esprimeva con prendo e ora con accolgo, ne quello moderno di scene angeliche di arte musica e colori di un giorno di paradiso e una vita intera di cambiali, ne quello di una chiesa elegante e anche antica dove siamo incappati con tariffe da capogiro, no!!!
C’è un momento solenne nella Liturgia del Matrimonio...    a volte offuscato, a volte sotto la nostra indifferenza, a volte sotto la non curanza di noi Sacerdoti, spesso distratti da quello che ci circonda,
...un momento dove Lui lo Spirito viene effuso sugli sposi, mentre Lui che è Amore riversa tutto Se Stesso da quella sorgente che dal Padre si effonde su Gesù e ci raggiunge per renderci fecondi, per farci generare la Vita, per renderci ricchi dei suoi doni: “il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé” (Gal 5,22).
E’  Lo Spirito che consacra, è lo Spirito che unisce, è Lui che ci rende capaci di salire vincitori sulla croce della nostra fragile umanità rendendoci Luminosi del mattino di Pasqua dove la Vita risorge.
Senza lo Spirito Santo si realizza lo  scenario tenebroso dei nostri tempi: “sono ben note le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere" (Gal 5,19-21).
Nel momento in cui lo Spirito discende diventiamo pane, diventiamo acqua che disseta, e poiché aperti, sappiamo accogliere ciò che è diverso, ciò che è forestiero, che non è un nemico del mio egoismo e del mio egocentrismo ma una fonte inesauribile d’amore che mi rende capace di vestire l’umanità, generando figli, forti, pronti ad affrontare le sfide, lontani da quella bellezza apparente che ci sfugge e lontani da quella corsa verso successi dove, una volta arrivati in cima, si frantumano le glorie togliendoci il terreno sotto i piedi. Generatori di vita diventiamo capaci di distruggere le sbarre dei carcerati e di alleviare le piaghe di quanti soffrono. Proprio in questo orizzonte l’altro non è un piacere una realizzazione della mia vita, ma la fonte inesauribile dove l’amore si riversa.
Da questa sorgente per diventare sorgente: “L’Avete fatto a me!!!”
(Mt 25,31-46)

Allora il mio Augurio, in una tappa così importante della vostra vita, non può non essere quello di invitarvi ad alzare lo sguardo verso la memoria di questa Consacrazione: O Dio, stendi la tua mano ed effondi nei loro cuori la forza dello Spirito Santo.
Fa', o Signore, che, nell'unione da te consacrata, condividano i doni del tuo amore
e, diventando l'uno per l'altro segno della tua presenza, siano un cuore solo
e un'anima sola. Dona loro, Signore, di sostenere anche con le opere
la casa che oggi edificano. (Dalla Liturgia del Matrimonio)

    ...per far rifiorire il deserto che ci circonda, per uscire più da noi, per liberarci da quella cecità che ci rende capaci di percepire solo ciò che tocchiamo, l’esperienza di tanti limiti, di tanti fallimenti, di tanti tradimenti, di tante infedeltà, di trovare la forza, perché nessun ostacolo abbia potere sul nostro cammino.
In Lui che ha vinto la morte, noi siamo più che vincitori.  Più che il bello e ciò che mi piace e mi fa felice, possiamo solo desiderare di creare bellezza.
Auguri a voi “fratelli amati dal Signore, perché Dio vi ha scelti come primizia per la salvezza, per mezzo dello Spirito santificatore e della fede nella verità” (2Tes 2,13).

         Castanea 27 Dicembre 2019                             Vostro Papà
                                                                            P. Mario Salvatore Oliva



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BUON NATALE!!! ...SOLO AGLI ANGELI!!

Auguri a tutti gli Angeli, quelli che stendono l’Ala, l’unica Ala di riserva, per quei fratelli sfortunati. (Don Tonino Bello)

La notte è avanzata il giorno è vicino!!!
    … è l’annuncio che da quella notte si espande su tutta la terra,

    - per frantumare tutte le voci stonate della disperazione, dell’angoscia, e non solo, anche quelle di cerimonie religiose, dove sul palco,  allestito per natale, mentre indossiamo la maschera “tutti buoni a natale”, sono in scena le nostre ipocrisie!!!      

    - per abbattere i tarli della nostra identità che mentre si consuma, cerchiamo di tenere in piedi spendendo un botto per tatuaggi e creme, delusi del risultato!!!

    - per alzare il braccio del nostro giradischi vecchio, dove la puntina si è incantata sul cigolio del nostro carretto che tiriamo senza più forza!!!

Ma chi sono questi Angeli?
    ... troppo buio nel nostro cuore per vederli, troppe tenebre ci girano intorno!!!  
Siamo illusi - fuori dal teatro - di vederli sui canali delle nostre reti private, mentre sono in onda le scene di una vita che gira solo intorno a noi:  “Ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”  (Mt 25,42-43).
...e il povero Lazzaro starà anche in questo Natale, dietro le quinte, coperto di piaghe,
bramoso di sfamarsi con quello che cade dai nostri cenoni di natale (Lc 16, 20-21),

sulle reti pubbliche, sotto gli occhi di tutti, mentre l’abisso tra le nostre zampogne, luci di Natale e quel Bimbo umile e povero, diviene incolmabile.

Alexa mi dici chi è questo Angelo?
                    …mi dispiace non avuto ancora il piacere di fare la sua conoscenza!
Hai ragione Alexa, vive lontano dalle nostre connessioni multimediali, dalle nostre menti artificiali, oltre quella smania di trovare sempre uno pronto a dare le risposte alle nostre domande e pronto ai nostri comandi, purtroppo anche tu hai i tuoi limiti:
    Alexa ho fame! ...se potessi mangiare credo che l’avrei anche io!
Hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono, hanno orecchi e non odono, hanno narici e non odorano. Le loro mani non palpano, i loro piedi non camminano; dalla loro gola non escono suoni! (Sal 115, 5-7).

Auguri a te Pepe!!! ...sulle onde di una terra senza colori hai pensato tu a un cibo caldo per i Ragazzi di strada, considerati spazzatura e uccisi come pulizia etnica. Nel Carcere del Perù, una luce è spuntata per il giusto, una gioia per i retti di cuore  (Sal 97, 11): nel giorno della Prima Comunione la gioia indescrivibile dei tuoi occhi non può mai raggiungere quella insaziabile dei nostri piccoli momenti fugaci di gloria apparente.

Auguri a Te Stefano!!...sulle orme dello zio, Don Tonino Bello, con volontà decisa, rompi gli ormeggi e non ostenti la fama dello Zio Tonino ma piuttosto con nausea, di quanti ce l’abbiamo solo sulla bocca, dai l’accordo giusto all’Annuncio prezioso di questa notte oscura dell’Africa: Malgrado la minaccia jihadista e la scarsità d'acqua in Burkina Faso, Gesù ha donato al popolo burkinabé l'undicesimo pozzo d'acqua (Adriano Nuzzo Associazione We Africa!!!)

Auguri a voi Suore del Caritas Baby di Betlemme!!! ...sul quel muro della violenza e dell’odio, insieme ai due Angeli incisi sul cemento, senza paura, raccogliete sulle vostre braccia i Bambini uccisi dalla tirannide degli Erodi dei nostri tempi, sotto l’indifferenza di tutti, mentre noi siamo più preoccupati per assicurare la scorte agli Ebrei: se lo chiedi ad Alexa lei su questo è più informata di noi!!!

Auguri alle stelle Luminose a cui sono arrivati i nostri speciali doni della II e della IV di Avvento!!!  … il dono più bello ce l’hanno dato loro: “quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita, … di ciò diamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna” (1Gv, 1, 1-2).

Auguri a tutti gli Angeli, quelli  che stendono l’Ala,
l’unica Ala di riserva, per quei fratelli sfortunati
per volare e assaporare l’avventura della Libertà. (Don Tonino Bello)


E a tutti gli altri??? Chiedete gli Auguri ad Alexa!

     Badiavecchia 22 Dicembre 2019          P. Mario Salvatore Oliva



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BUON ANNO LITURGICO!!! ... decideremo noi da che parte stare

Chiedi a Lui il regalo più bello, che faccia battere il Suo Cuore dentro al tuo, per sentire vibrare la Vita
E’ Facile rinchiudere un’espressione di fede dentro i binari di un rigo da imparare a memoria, banale poi concretizzarla con i colori affascinanti, poetici, capaci di grandi emozioni sterili, ma unici, di una tradizione che a tutti i costi vuole definirsi cristiana, bigotta quando si riveste di volti che, contorti di sdolcinismo poetico, si muovono a ritmo lento su due gambe piantate per terra e immobili...
E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria!!! (Gv 1,14).

    ...è’ un terremoto su tutta la storia della nostra umanità, più grande di noi, così irraggiungibile alle nostre capacità mentali, ha stravolto ogni religione, compresa la nostra. Una sentenza, appena qualche giorno prima, nel Kairos della storia, è stata pronunciata dalle labbra, sbavate di odio, dal Sommo Sacerdote Caifa, incisa per sempre nei nostri cuori pietrificati dalla paura, per schiarire ogni dubbio e aprire uno squarcio di luce per quelli che desiderano entrare nella Vita: “Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!” (Gv 11,50).
E’ Giovanni che tra i primi ne ha afferrato tutta la sua pienezza: “Uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate” (Gv 19,33-35). Paolo poi, per chi ancora fa fatica a comprendere lo dice chiaramente: “Pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo e, ciascuno per la sua parte, siamo membra gli uni degli altri” (Rm 12,5). E continua Giovanni nella sua Lettera: “Noi abbiamo conosciuto e creduto l'amore che Dio ha in noi. Dio è amore; chi rimane nell'amore rimane in Dio e Dio rimane in lui” (1Gv,4,16), e Giacomo nel suo fermo discorso: “Religione pura e senza macchia davanti a Dio Padre è questa: visitare gli orfani e le vedove nelle sofferenze e non lasciarsi contaminare da questo mondo” (Gc 1,27).

L’egoismo, l’individualismo sono le cellule tumorali della Chiesa che colpiscono il Corpo Mistico di Cristo:
siamo sue membra e in queste membra l’altro non è un di più,
l’altro non è uno solo da servire, l’altro non è uno che mi serve,
l’altro non è un nemico da evitare e da scartare: l’altro è parte di quella Vita meravigliosa
che Dio ha effuso nell’universo, e nella Resurrezione di Gesù ha unito a se per sempre.

La cecità dell’egoismo ci impedisce di vedere chi ha fame,
la sordità dei nostri pregiudizi ci impedisce di ascoltare il grido di chi ha sete,
la nostra smania di possedere rende sempre più nudi quanti hanno perso ogni dignità,
i nostri limitati confini blindati non permettono agli stranieri di entrare nella nostra vita,
le nostre paure ci hanno resi incapaci di sentire le sofferenze di chi ci vive accanto,
e le nostre sentenze ci hanno impedito di solcare le sbarre dei carcerati dei nostri tempi.  

QUANDO MAI SIGNORE TI ABBIAMO VISTO???
    ...questo è il dramma del nostro egocentrismo esasperato, il dramma che costruisce le siepi del piccolo e confinato mondo in cui viviamo, è proprio perché ciechi non vediamo la fame dei nostri tempi, fame di pane, molto di più, fame d’amore. “Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: "Noi vediamo", il vostro peccato rimane” (Gv9,41).
    ...è il dramma dell’aridità che ci gira intorno. Nelle nostre “cisterne piene di crepe” abbiamo messo culture, attestati di laurea, bagagli culturali di grandi esperienze, curriculum che fanno una bella figura alla storia e alle nostre carriere, ma saziano solo la nostra vanagloria, otturano le nostre orecchie non facendoci sentire la sete di chi bussa per chiedere acqua che fa fiorire i deserti dell’ingiustizia e dell’emarginazione, dei poveri lasciati ai margini e degli esclusi che non possono permettersi di pagare la nostra smania di cultura e di dote. “Due sono le colpe che ha commesso il mio popolo: ha abbandonato me, sorgente di acqua viva, e si è scavato cisterne, cisterne piene di crepe, che non trattengono l'acqua” (Ger 2,13).
    ...è’ il dramma  dei nostri pregiudizi facili sui migranti e le loro sorti. “Ipocriti e sepolcri imbiancati”, soddisfatti per la scorta affidata agli ebrei alziamo le nostre bandiere in difesa della patria e dei nostri confini, e a pochi Km, nel silenzio totale e complice di tutti noi, c’è chi viene gettato in mare e chi viene destinato al mercato assurdo dei trapianti di organi. “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che assomigliate a sepolcri imbiancati: all'esterno appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni marciume. Così anche voi: all'esterno apparite giusti davanti alla gente, ma dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquità (Mt23,27-28).
    ...è’ il dramma dei nostri guardaroba, dei nostri vestiti all’ultima moda, dei nostri migliori capi firmati, dei nostri lifting a cui diamo il potere di mascherare l’identità invecchiata che ci portiamo dentro, nell’illusione solo di apparire. Colmi di vestiti siamo incapaci di dare un vestito a questo mondo infame, il vestito della coerenza, della trasparenza, della limpidezza dei gesti, della sincerità, della purezza dell’animo, dei gesti gentili e attenti: “Io detesto il ripudio, dice il Signore, Dio d'Israele, e chi copre d'iniquità la propria veste, dice il Signore degli eserciti. Custodite dunque il vostro soffio vitale e non siate infedeli” (Ml 2,16).
    ...è il dramma dei nostri ospedali freddi, dove quello che appare non è il grido delle nostre sofferenze ma il prezziario dei nostri guadagni e le convenienze delle nostre eredità. Al letto di chi soffre, “c’è l’occhio di chi vide e passa oltre” e chi si ferma è solo il becchino di turno, il medico con il conto in mano e il notaio pronto a spartire l’eredità, e in più, un immensa solitudine che spezza e annulla, e noi a fare il tifo a tutte le marce che sfilano nelle strade dei nostri deserti gridando a Pilato l’approvazione della condanna a morte, quella dell’eutanasia, cosi la facciamo finita una volta per tutte di lasciarci torturare da questi audiovisivi (Don Tonino Bello), ...quella dello scarto degli embrioni l’abbiamo già ottenuta da tempo: “Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?". Quello rispose: "Chi ha avuto compassione di lui". Gesù gli disse: "Va' e anche tu fa' così" (Lc 10,36-37).
    ...è il dramma delle nostre condanne facili che ti sbattono dentro i carceri ideologici moderni, costruiti ad hoc, spiazzato nel web ci rimani per sempre, e se sei divorziato risposato, attento a lasciarti beccare da un prete. Non c’è riscatto, ne armistizio, scartato da tutti, guardato con sospetto dalle fessure dei nostri spionaggi, lo abbiamo “marchiato sulla mano destra e sulla fronte”, e siamo complici con le nostre mani chiuse, con le nostre porte chiuse in faccia, con le nostre mani pulite e lavate davanti a tutti. Ma non tutti si lasciano marchiare! Sono quelli del mattino di Pasqua segnati dallo Spirito Santo. “Essa fa sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, ricevano un marchio sulla mano destra o sulla fronte, e che nessuno possa comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: è infatti un numero di uomo, e il suo numero è seicentosessantasei” (Ap 13, 16-18).

L’AVETE FATTO A ME!!!         Non è l’ultima scoperta della nostra storia
                    ma è l’unico Documento che attesterà che noi siamo Cristiani:

 in faccia alle nostre Liturgie sterili impeccabili, in faccia ai nostri corredi ben curati
                            dei nostri rocchetti e delle nostre talari ben stirate;
in faccia ai nostri titoli di monsignori e arcipreti;
in faccia ai nostri bei discorsi e bei corsi di prima, seconda e terza comunione,
        fatte solo perché ogni occasione è buona per festeggiare e ostentare le nostre capacità;
in faccia alle nostre carriere, e alle Parrocchie che abbiamo guidato,
                            affidate in base al nostro curriculum;
in faccia ai nostri natali impeccabili di regali, zampogne, novene e presepi;
in faccia alle nostre collezioni di rosari, e alle candele votive offerte;
in faccia ai nostri pellegrinaggi da 1000 Km con l’attestato di autenticità…
... se non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita (1Cor 13,1).


Sta per arrivare Carnevale, no scusate Natale, attenti ai Lupi rivestiti d’Agnello (M7 7,15)…
Siamo tutti buoni, ma cosa c’è sotto il muschio del nostro presepe?
Dietro il sipario dei nostri regali, sotto il tavolo dei nostri cenoni? Non l’Avete Fatto a me!!!
A Betlemme è nato l’Amore, l’Emmanuele Dio con noi!!!
Chiedi a Lui il regalo più bello, che faccia battere il Suo Cuore dentro al tuo, per sentire vibrare la Vita e diventare così Pane che nutre, acqua che disseta, vestito che dia dignità a chi l’ha perduta, e così sciolta la lingua del forestiero, del malato e del peccatore, far risuonare nella notte il canto degli Angeli:  
Hai mutato il mio lamento in danza, mi hai tolto l'abito di sacco, mi hai rivestito di gioia! (Sal 30,12)
Annuncio che ci guiderà nella notte verso Lui.
Tutti gli altri regali, il 7 gennaio, staccata la spina, tornano nel ripostiglio dei nostri depositi,
in attesa del prossimo Carnevale.
Buon anno, dimenticavo, decideremo noi da che parte Stare!!! ”


ALCUNI AVVISI IMPORTANTI:
La sera del 30 Novembre sabato a S. Basilio inizieremo l’Anno Liturgico alle ore 19, segue un momento di Festa. Accogliamo i nuovi Cooperatori delle nostre tre Comunità: Enza Buemi di Badiavecchia, Giuseppe Puglisi di San Marco, Assunta Bartolotta Milici di San Basilio, sono il segno del nostro cammino insieme: non mi sostituiscono, ne sono postini di messaggi da inviare al Parroco.
Inoltre ricordo a tutta la Parrocchia che quanti non hanno accolto la Benedizione delle Famiglie e pertanto non hanno gradito la mia visita, in occasione di un funerale, io non andrò nelle loro case, né li accompagnerò al Cimitero, sempre se lo chiedono, il nostro servizio rimane solo in Chiesa per la Celebrazione, prendendo le distanze da certe usanze che in questo caso alimenterebbero solo un gesto di ipocrisia. Inoltre quanti non sono riconoscenti verso il nostro servizio, comunicheremo all’inizio della Celebrazione funebre che, il contributo del Fiore che non Marcisce, non lascerà nessun segno di ricordo ma verrà devoluto alla cassa della Parrocchia per le spese ordinarie.
I Programmi del Mese li trovate in fondo in Chiesa o nella bottega di Maria e Anna.



     Badiavecchia 20 Novembre 2019          P. Mario Salvatore Oliva



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CON UGO AVANTI TUTTA!!!

Se qualquno ha sete venga a me, e beva Gv 7,37

Da Emmaus si riparte!!!
    L’unica via a senso unico, al di là del semaforo di quella sera ormai al tramonto, tronca inesorabilmente facendo impazzire tutti i GPS delle nostre sicurezze mentali, delle nostre delusioni in cerca di strade nuove, dei nostri ritorni su percorsi lamentosi delle nostre stanchezze ormai croniche, e tutto cambia, poiché sintonizzati nello Spirito Santo svanisce la notte più buia, e con essa tutte le paure, mentre tutto prende luce, prende forma, e qualcosa di grande e di unico diviene certezza e bellezza: Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me!!!  (Gv 14,6).

        Quando i tuoi occhi si aprono dinanzi allo spezzare del Pane, (Lc 24,30-31), nulla può più fermarti, niente può più sbarrare la tua strada: tutte le notti si dissolvono!!!    
        ...quelle corrotte del potere, quelle sporche di malaffari, quelle buie scritte con i compromessi delle convenienze.
    
        Ci stupiscono i Pellegrini della via Francigena, ci stupiscono i loro racconti, le loro avventure: rivedo il nostro Ugo e lo immagino, mentre, sui sentieri sconosciuti delle Alpi e poi in quelli che attraversano il lungo stivale, percorre i solchi di una storia e giungendo all’ingresso dei nostri Nebrodi segna una nuova mappa con l’altare ad Oriente indicandoci l’unico Sole!!!
         Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita"!!! (Gv 8,12).

Quando senti un fuoco ardere nel tuo cuore (Lc 24,30-32) tutto diventa possibile, oltre ogni limite, oltre ogni calo demografico, oltre ogni possibile capacità, oltre ogni bilancio economico a perdere, oltre i meccanismi misteriosi dei soliti uccelli di malaugurio, che infastiditi dall’eco della Parola di un megafono che si diffonde nella valle, per dilatare la vita, sbraitano cadendo dai loro alberi dove stavano nascosti ad  avvistare la preda, ...chissà se vorranno anche loro provare l’ebbrezza del cammino?   
Suo padre allora uscì a supplicarlo (Lc 15,28)...



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