Epistolario



Grazie Ugo per questi colori scintillanti di un ottobre che avanza!!!

Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti
perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga!!! Gv 15, 16

 

Un seme continua a cadere, qui in questa vallata di Badiavecchia ha trovato un terreno buono, secoli di storia, vicende impervie, canti gregoriani e poi... il silenzio e l’abbandono, l’indifferenza di una terra che la circonda distratta dal correre frenetico della tecnologia e degli affanni multimediali impastati di un materialismo egocentrico e astratto…
    ...qui con stupore e meraviglia, il seme ancora produce frutto, il cento il trenta il sessanta, mentre l’acqua del silenzio irriga la terra, “La Parola” discende dal cielo per dare energia e forza e l’Eucarestia Celebrata innalza al cielo il canto delle Creature...   Laudato sii mi Signore!!!
“Una parte cadde lungo la strada…” Mc 4,3
Abbiamo fatto terra bruciata con i nostri inutili affanni, in balia delle onde contrarie alla pace all’amore, e seppure con i nostri motori turbo riusciamo a ridurre le distanze e tempi restiamo lontani dalla volontà e dalla determinazione di lottare e vincere dominati dal vortice del relativismo, senza mete, senza conquiste, senza spina dorsale, con le batterie scariche che al primo fallimento di turno non riescono a illuminare notti senza alba …. “Trasportati qua e là da qualsiasi vento di dottrina, ingannati dagli uomini con quella astuzia che trascina all'errore” (Ef 4,14).

O Ugo con un tocco di campana nella notte
che suona tra questa vallata silenziosa
ci raggiungi ancora dai sconfinati spazi
di questo fugace tempo,
e la tua voce silenziosa nel cuore ci racconta di Te...
Ma dove sono finiti gli uccelli rapaci
che ti hanno aspettato all’uscita di Chiaravalle
all’angolo delle tue stanchezze,
ai borghi dei tuoi sogni infranti,
ai crocevia della tua malinconia
al ricordo dei focolai d’inverno
dove con Bernardo ti riscaldavi
gustando i racconti di un Vangelo che sentivi ardere nel tuo cuore?
Raccontaci Ugo come hai fatto a non farti rubare la Parola?
A si Lo so, un Sole, una Luce brilla tra tutte nella notte,
“...bianca più della Luna, e le stelle più belle non son belle al par di Lei…”
Maria abbagliata dall’Angelo, la Colma di Grazia, in Lei il Verbo fatto carne
La Luce che vince le Tenebre… e nasceva Badiavecchia!!!”


Laudato sii, o mio Signore, per tutte le creature,
specialmente per messer Frate Sole,
il quale porta il giorno che ci illumina
ed esso è bello e raggiante
con grande splendore:
di te, Altissimo, porta significazione.
Laudato sii, o mio Signore,
per sora Luna e le Stelle:
in cielo le hai formate
limpide, belle e preziose.

“Un'altra parte cadde sul terreno sassoso…” Mc 4,5
Impenetrabili, protesi solo ai nostri bisogni, ci impregniamo di violenza, di telenovele dove le trame delle loro ideologie le abbiamo trasferite nelle nostre giornate quotidiane, senza Dio, senza scrupoli, senza rimorsi, senza nessun senso di colpa, apatici, insensibili, aridi, percorrendo distese di deserti dove quello che germoglia è destinato subito a morire. Nascono figli ma da li a poco senza ne padri e ne madri, germogliano amori ma subito traditi, germogliano dinamismi religiosi in cambio delle droghe di turno e passato l’effetto non rimane che il vuoto incolmabile con un cuore pietrificato e impenetrabile… “Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande" (Mt 26, 27).

O Ugo che del Vento sei maestro,
spinto oltre le alture dello Spirito,
che penetrandoti nel cuore
e dando ossigeno alle tue mani,
ha scavato questa roccia…
Bernardo ti aveva regalato
un segreto: “Ora et labora”
...e cosi pietra su pietra e con il tuo saio Bianco,
senza mai voltarti indietro,
l’acqua è sgorgata dall’Altare,
fiume interminabile di pace,
dono di una Vita divina,
che dal cielo è discesa
che continua nei secoli
a donarci la vera Vita.


Laudato sii, o mio Signore,
per frate Vento e per l'Aria,
le Nuvole, il Cielo sereno
ed ogni tempo
per il quale alle tue creature
dai sostentamento.
Laudato sii, o mio Signore,
per frate Fuoco,
con il quale ci illumini la notte:
ed esso è robusto, bello,
forte e giocondo.
Laudato sii, o mio Signore,
per nostra Madre Terra,
la quale ci sostenta e governa
e produce diversi frutti
con coloriti fiori ed erba.

 “Un'altra parte cadde tra i rovi… Mc 4,7
Ci manca il calore vero quello che da vita al cuore, riscaldati dalle stufe artificiali, vendute senza scrupolo da un economia dove alla base c’è solo la legge del profitto, dove si nasconde la tragedia di meccanismi che si innestano nell’inganno, dove al capolinea è pronto a travolgerci il freddo imperante e spinoso dei nostri fallimenti, del freddo gelante della sofferenza che ci spiazza, del tempo fugace che ci logora, delle scelte sbagliate che ci divorano, della cattiveria e della malvagità che ci circonda senza pietà. Non ricevendo calore moriamo per assideramento o peggio ancora per l’ossido di carbonio che emanano le spine che ci siamo procurate all’alba delle nostre strade.  “C'era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe” (Lc 16, 19-20).

O Ugo tu hai sperimentato
il freddo amaro di gelidi inverni,
quando il fascino della neve copriva
come un manto la bella Abbazia,
e chi sa cosa pensavi seduto al fuoco
mentre i rami dei noccioleti delle nostre vallate
ti regalavano il piacere
di un calore dolce dal sapore di nocciole?
Si lo so Ugo, lo si ode ancora nelle pietre
rimaste li di un abside distrutta:
non era il fuoco di quei rami a darti calore
ma quello grande del Tabernacolo che,
nel mattutino insieme ai tuoi monaci,
ancora prima dell’alba, seduto al coro della bellissima nostra Chiesa,
elevavi il tuo cuore bruciando ogni spina di passione, di vanagloria, di egoismo,
che lui, il tentatore, non dandoti pace,
con i piatti profumati dei suoi inganni, non ti risparmiava.
Al sorgere del sole, dove l’altare s’innalzava,
tornava così il calore e con Lui la meraviglia di una terra,
tra i colori meravigliosi delle stagioni e i canti degli uccelli,
e oggi ancora sono qui ad innalzare al cielo la Laude più bella.


Laudato sii, o mio Signore,
per frate Fuoco,
con il quale ci illumini la notte:
ed esso è robusto, bello,
forte e giocondo.
Laudato sii, o mio Signore,
per nostra Madre Terra,
la quale ci sostenta e governa
e produce diversi frutti
con coloriti fiori ed erba.

“Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto…” (Mc 4,8)
Ma la terra buona c’è infondo ad ogni cuore…
“Che cosa è mai l'uomo perché di lui ti ricordi, il figlio dell'uomo, perché te ne curi?
Davvero l'hai fatto poco meno di un dio, di gloria e di onore lo hai coronato.
Gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, tutto hai posto sotto i suoi piedi. (Sal 8, 5-7)

Siamo capaci di grandi cose, capaci di amare, capaci di generare vita, siamo nati aquile per volare oltre il cielo. Mente, cuore, mani, piedi in armonia per scrivere la vita, per sollevare il mondo dentro il correre di una storia che vince la morte, poiché l’ultima parola non appartiene ad essa ma alla Vita: Cristo è Risorto!!! Questa è la nostra Fede, questa è la Verità che l’infinita bontà di Dio ha scritto nell’universo!!! Niente potrà fermare il vento impetuoso del rinascere, nulla il giorno che diviene, tutto è vita, tutto è bellezza, tutto è arte e colori, tutto questo è Badiavecchia, e lo sarà per sempre. Crolleranno le pietre, potranno ergersi muri nuovi, potrà cambiare il sipario di vicende che si seguono, ma il suo canto oltre tutto questo si innalzerà sempre nel cielo ed oggi lo è per te.

Grazie Ugo, gli uccelli cantano per Te
mentre i rintocchi di una campana
non segnano un tempo
che passa ma quello
che tu scrivi ancora.
Grazie Ugo per questi
colori scintillanti
di un ottobre che avanza
sono loro ad immergerci
nei tuoi occhi profondi
dove queste pietre,
preziose e belle,
che accarezziamo
con venerazione,
portano scolpito
l’incipit di questa Parabola:
“Ascoltate.
Ecco, il seminatore
uscì a seminare” (Mc 4,3)

Laudato sii, o mio Signore,
per quelli che perdonano
per amor tuo e sopportano
malattia e sofferenza.
Beati quelli che le
sopporteranno in pace
perchè da te saranno incoronati.
Laudato sii, o mio Signore,
per nostra sora Morte corporale,
dalla quale nessun uomo
vivente può scampare.
Guai a quelli che morranno
nel peccato mortale.
Beati quelli che si troveranno
nella tua volontà
poichè loro la morte
non farà alcun male.
Laudate e benedite il Signore
e ringraziatelo
e servitelo con grande umiltate.

          
          Castanea 26 Settembre 2018         P. Mario Salvatore Oliva



 scarica il documento

W SAN MARCO... Il seminatore semina la PAROLA!!! ...coloro che ascoltano la Parola, l accolgono e portano frutto!!!

  Nei sentieri della Parola immergiamo tutto il nostro cammino
  e attraverso i colori della Festa ne accogliamo sempre il buon Seme
    che dal Cielo discende per farsi carne nella nostra esistenza.


    C’è però un pericolo in agguato, poiché nella strada, nei crocevia delle nostre culture popolari, distratti dai colori variopinti delle nostre culture folcloristiche, tanti uccelli rapaci possono rubarci il Seme della Parola: li la Parola si smarrisce, si confonde con altri suoni stordanti e, finita la festa, restiamo vuoti, come le nostre piazze, vuoti senza la gioia, vuoti di pace, vuoti di vita. “Vegliate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede” (1Pt 5,8).

    Non c’è però solo la piazza a portarci lontano dalla Parola ma anche una religiosità sterile che non porta frutto, accendiamo candele, andiamo dietro ai Santi e nelle processioni anche dietro per farci la passeggiata con loro, veniamo alla Messa solo perché c’è un occasione ma il Mistero dell’Eucarestia non è il pane Domenicale della nostra Vita, ci sentiamo a posto con la coscienza poiché abbiamo fatto il nostro dovere, ci sentiamo giusti guardando gli altri, con il nostro Santo siamo bravi devoti, ma questo terreno della nostra vita rimane duro, impenetrabile, pietrificato dalla nostra lontananza, dalla nostra ignoranza, dalla nostra vita arida di Fede, (che non significa credere che Dio c’è ma piuttosto essere impregnati di Spirito Santo), in questo terreno attecchisce qualcosa ma passata la festa tutto muore, tutto passa, e mentre i giorni della nostra vita scorrono, l’aridità del cuore rafforza la corazza impenetrabile che ci costruiamo attorno al vortice dei nostri stress, delle nostre ansie, delle nostre corse sui binari dell’apparenza, del materialismo, dell’avidità, dell’avere, della smania di sentimenti da usa e getta. “Non lasciatevi sviare da dottrine varie ed estranee, perché è bene che il cuore venga sostenuto dalla grazia e non da cibi che non hanno mai recato giovamento a coloro che ne fanno uso”  (Eb 13,9).
 



 scarica il documento

W SAN BASILIO... ...da Gesù la possibilità di divenire Dio!!!

 Se moriamo con lui,
con lui anche vivremo;
se perseveriamo,
con lui anche regneremo!!! 2Tm 2,11

      “Il Seminatore
          uscì a seminare…”   (Mc 4,1)
...tornano a risuonare queste parole di gioia, capaci di stupirci e spingerci oltre quello sguardo spesso confinato e diretto solo alla qualità del terreno di questo mondo, di strada, impenetrabile come una pietra, spinoso in ogni angolo, sguardo che dà eco a quel lamento quotidiano di disperazione e di sfiducia che spegne ogni luce e con essa la voglia di  farci dono dando autorità e potere ad una sola parola “è sempre peggio tanto non cambia nulla!”.

 Gesù però ci spiazza ancora e con Lui i suoi Discepoli, i suoi amici, scia di peccatori diventati Santi,
e in mezzo a loro anche il nostro  Basilio che afferma:
“Io avevo sciupato molto tempo nella vanità, perdendo quasi tutta la mia giovinezza nel lavoro
vano a cui mi applicavo per apprendere gli insegnamenti di quella sapienza
che Dio ha resa stolta (1Cor 1,20); finché un giorno, come svegliandomi da un sonno profondo,
riguardai alla mirabile luce della verità del Vangelo, e considerai l'inutilità della sapienza dei principi
di questo mondo che sono ridotti all'impotenza (1Cor 2,6). Allora piansi molto sulla mia miserabile vita”


Ci uniamo anche noi, per uscire con Lui e attraverso i colori della Festa annunciare la Gioia, la grandezza dello Spirito Santo, che dà forza e vita, rendendo possibile ciò che impossibile agli uomini:
“Si rallegrino il deserto e la terra arida, esulti e fiorisca la steppa. Come fiore di narciso fiorisca;
sì, canti con gioia e con giubilo. Le è data la gloria del Libano, lo splendore del Carmelo e di Saron.
Essi vedranno la gloria del Signore, la magnificenza del nostro Dio”  (Is 35, 1-2).
Ma come anche afferma S. Basilio: “Chi è quell’uomo che, udendo gli appellativi dello Spirito Santo,
non si solleva con l’animo e non innalza il pensiero alla suprema natura di Dio? Infatti è stato chiamato
Spirito di Dio e Spirito di verità, che procede dal Padre: Spirito forte, Spirito retto, Spirito creatore.
Spirito Santo è l’appellativo che gli conviene di più e che gli è proprio.
Tutto ciò che ha un carattere sacro è da lui che lo deriva. Di lui hanno bisogno gli esseri che hanno vita e,
come irrorati dalla sua rugiada, ricevono vigore e sostegno nel loro esistere
ed agire in ordine al fine naturale per il quale sono fatti.
Egli è sorgente di santificazione e luce intelligibile. Offre ad ogni creatura ragionevole
se stesso e con se stesso luce e aiuto per la ricerca della verità.
Inaccessibile per natura, può essere percepito per sua bontà. Tutto riempie con la propria forza,
ma si rende manifesto solo a quelli che ne sono degni.
Ad essi tuttavia egli non si dà in ugual misura, ma si concede in rapporto all’intensità della fede.
Semplice nell’essenza, e molteplice nei poteri, è presente ai singoli
nella sua totalità ed è contemporaneamente e tutto dovunque.
Egli viene partecipato senza tuttavia subire alcuna alterazione. Di lui tutti sono partecipi,
ma egli resta integro, allo stesso modo dei raggi del sole, i cui benefici vengono sentiti da ciascuno
come se risplendessero solo per lui e tuttavia illuminano la terra e il mare e si confondono con l’aria.
Così anche lo Spirito Santo, pur essendo presente a ciascuno di quanti ne sono capaci
come se fosse presente a lui solo, infonde in tutti una grazia sufficiente ed intera.
Di lui gode tutto ciò che di lui partecipa, per quanto è permesso alla natura, ma non per quanto egli può.
Per lui i cuori si elevano in alto, i deboli vengono condotti per mano, i forti giungono alla perfezione.
Egli risplende su coloro che si sono purificati da ogni bruttura e li rende spirituali
per mezzo della comunione che hanno con lui.
E come i corpi molto trasparenti e nitidi al contatto di un raggio diventano anch’essi molto luminosi
ed emanano da sé nuovo bagliore, così le anime che hanno in sé lo Spirito e che sono
illuminate dallo Spirito diventano anch’esse sante e riflettono la grazia sugli altri.
Dallo Spirito l’anticipata conoscenza delle cose future, l’approfondimento dei misteri,
la percezione delle cose occulte, le distribuzioni dei doni, la familiarità
delle cose del cielo,  il tripudio con gli angeli.
Da lui la gioia eterna, da lui l’unione costante e la somiglianza con Dio, e,
cosa più sublime d’ogni altra, da lui la possibilità di divenire Dio”.


A tutti dunque l’invito ad accogliere il Seme della Parola che abbondante semineremo in questa Festa che inizieremo con una Giornata Eucaristica di Adorazione e con il Prezioso Dono di PADRE PAOLO DANIELE DI FONDACHELLI, NOVELLO PRESBITERO CHE CI DONERA’ LA GIOIA DEL DONO DELLO SPIRITO CHE LO RENDE DISCEPOLO DI QUESTA PAROLA, E PORTERÀ GESÙ, SEME DI LUCE, DONO CHE DA VITA E SALVEZZA AL MONDO, PER LE STRADE DELLA NOSTRA COMUNITÀ.
Buona Festa
non solo alla nostra Comunità di San Basilio ma a tutta la nostra Parrocchia, insieme viviamo la Gioia di un Regno che cresce trasformando le ferite di questo mondo in solchi di un terreno dove germoglia  il fiore della Pasqua.

      Castanea 10 Luglio 2018                                 P. Mario Salvatore Oliva



 scarica il documento

LODE A TE O SPIRITO SANTO... spuntarono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno!!!

"Rimanete nel mio amore"
Vi ho detto queste cose
perché la mia gioia sia in voi
e la vostra gioia sia piena!!! Gv 15, 9e11

    La qualità del terreno è un elemento fondamentale affinchè il seme possa portare frutto. Per quanto sia una considerazione giusta, un grande Dono, immenso, sublime, fa impazzire non solo la legge fisica e tutta le legge naturale, ma anche la logica di un pensiero portato all’estremo, sia quello della scienza ma anche quello di una religione con i suoi decaloghi e con i suoi storici cerimoniali dal fascino spettacolare, ma sterili nella loro identità: “Venne all'improvviso dal cielo un fragore, ...e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue!!!” (Atti 2,2).
    -DAL CIELO DISCENDE ED È VENTO che impollina la Parola caduta nella strada dove il seme è in pericolo, e la smuove dalle mani violente di quegli uccelli rapaci del male che ogni giorno ci rubano la speranza: “del resto sono ben note le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere (Gal 5,19)” …e la spinge nelle crepe create dalle ferite profonde della vita, e li fecondato germoglia, il seme che muore porta frutto (Gv 12,24),  ...è qui il miracolo che stupisce i potenti di questo mondo persi nei loro calcoli capitalisti; stupisce l’organizzazione religiosa che con la sua missione in cerca di adepti deve fare i conti con una contraddizione, da una parte quella della sua identità di misericordia e dall’altra il suo patrimonio di regole e norme che escludono e discriminano quanti non sono in regola: “In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio (Mt 21,31)”.
    -DAL CIELO DISCENDE E RIEMPIE DI SE TUTTA LA CASA capace di riempire ogni fessura tra le pietre, dove la Parola è caduta e non trova forza, ne spazio, riempie di sapienza che non ha nulla a che fare con quella di questo mondo che insuperbisce il cuore generando file incapaci di generare, depositati solo per ergersi e mostrarsi sulla passerella costruita per calpestare gli ultimi e i poveri: “I loro idoli sono argento e oro, opera delle mani dell'uomo. Hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono (Sal 115,4-5)”. Lui discende e riempie… “Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? (Mt 13,54-55,)”; ...riempie: “lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto (Gv 14, 26)”; ...riempie: “ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili (Lc 1,51-52)”; ...riempie: “quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti (1Cor 1,27)”,     ...è la Parola che germoglia tra le pietre, miracolo sorprendente che stupisce i dotti e i sapienti spiazzati dai piccoli, che senza cultura, sono pane per il mondo. Stupisce l’organizzazione religiosa con i suoi corsi il cui fallimento è attestato dal puntuale lamento che fra un mese si tornerà a cantare, quello delle spiagge piene e delle chiese vuote:  “Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna (Gv4,39)” - la donna dei cinque mariti.
    - DAL CIELO DISCENDE ED È FUOCO CHE DIVAMPA, brucia le spine e i cardi che soffocano la Parola e la riscalda, le dà energia nuova nonostante l’incapacità di un sole offuscato da tante ombre e paure; il fuoco oltrepassa le spine e le trasforma: “E' stata data alla mia carne una spina, un inviato di Satana per percuotermi, perché io non monti in superbia. ...Ed egli mi ha detto: "Ti basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza (2Cor 12,7e9)”; è un fuoco d’amore che nessuno può fermare:  “le catene gli caddero dalle mani (Atti 12 ,7)”; nessuna legge può spegnere: “In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso (Lc 23,43)”; un fuoco che spalanca le porte, apre fessure nella notte buia e accende la Vita: “Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, alzati e cammina! (Atti 3,6)”     ...stupisce i poteri forti dominanti dei nostri giorni, subdoli e nascosti, spinosi di corruzione, segni del potere ridotti in cenere dal potere dei segni - dichiarazione forte di Don Tonino Bello -, ed è sotto i nostri occhi nei segni di Papa Francesco, e che anch’io condivido, non con un “mi piace” ma con uno stile senza se e senza ma: “Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno (Mc 16,17-18)”.
    AUGURI A TE che tenti di diventare un terreno buono, dai non disperarti invano, accogli lo Spirito Santo, invocalo, amalo, accoglilo, è Lui che apre i cieli, è Vento che feconda, è Dono che riempie ogni vuoto, è Fuoco che divampa, è il Cuore del Risorto che entra in noi e ci fa Pane che nutre l’umanità e la eleva, ci fa spiga per seminare ancora la Parola, ci fa fiume che irriga, Sole che riscalda una terra crocevia di mali affari, Sole che rende fertile una terra pietrificata dall’egocentrismo, Sole che da vita a una terra irrigata con il sangue dei martiri: “Sotto i due bracci della Croce c'erano due Angeli, ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio. (Terzo segreto di Fatima)”.
Auguri a te in quell’eco che risuona ancora forte di Papa Giovanni Paolo II:
                        “Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!”

          Castanea 15 Maggio 2018                                 P. Mario Salvatore Oliva

 scarica il documento

SUONANO LE CAMPANE A FESTA, LA VITA GERMOGLIA, CRISTO E RISORTO ALLELUIA!!!

  Suonano le Campane a Festa e l’annuncio corre veloce!!!
   ...per sempre sconfina i ritmi del tempo e degli spazi cosi limitati dell’universo: il cielo e la terra diventano un tutt'uno. L’immensità di un Dio, che dagli uomini era proclamata irraggiungibile, sconfina da un piccolo seme, dinanzi al primo stupore di donne incredule e poi, oltre le porte serrate dalla paura, dinanzi a uomini pronti a fuggire: dalla terra germoglia la Vita!!!
  ...ed ora non c’è più nessun confine, nessun dualismo tra terra e cielo, tra Dio e l’Uomo, tra morte e  vita, tra bene e male, tra sacro e profano: in questa fragilità vive Lui il Risorto, ed ora straordinaria e ricca di vita, è la nostra umanità, il male si è dissolto, le tenebre sono scomparse, l’impossibile ora è possibile: tutto è un esplosione di vita!!!
                   “In questo si è manifestato l'amore di Dio in noi:  Dio ha mandato
      nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui” (1Gv 4,9).


 Questa è la notte in cui Cristo, spezzando i vincoli della morte, risorge vincitore dal sepolcro.
                      nessun vantaggio per noi essere nati, se lui non ci avesse redenti (Exsultet)...

    …la notte in cui il seme germoglia anche nella strada dove è caduto,
                                 “Verserò acqua sul suolo assetato, torrenti sul terreno arido!!!” Is 44,3
             con la sua potenza d’amore ha forato la dura terra, non si è lasciato rubare il cielo,
             la speranza, la forza, la sua unicità, né dalla depressione, ne dalle voci possenti
                 del denaro e del benessere, ne da quanti dall’alto ci pilotano come burattinai.     
    ... la notte in cui il seme macina e frantuma le pietre impenetrabili,
                               “Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze,
                                   perché dimori in me la potenza di Cristo” 2Cor 12,9

             dei nostri dualismi, dei nostri drammi, delle nostre ferite, che macinate sono diventate
             concime alla terra profonda che è in noi e che grazie ad esse germoglia la nostra libertà,
               la nostra voglia di non arrenderci, di alzarci, di guardare avanti, di amare, di donarci.
     ...la notte in cui il seme distrugge le spine soffocanti e pungenti e le oltrepassa,
            “Afferrate sempre lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere
                        tutte le frecce infuocate del Maligno” Ef 6,16

                 quelle dell’ansia, delle facili preoccupazioni, dei falsi idoli di questo mondo quale
   il piacere, la bellezza, animati da legami superficiali a volte presentati da un mondo multimediale,
    come quello di whatsapp o di facebook, dove c’è poco di noi  e  attraverso il quale nascondiamo
      il dramma esistenziale di una vita fallita, delusa, sbagliata, piena di ferite che ci sotterrano.
     ...la notte in cui il seme risorge, rinasce, illumina, il 30, il 60, il 100 per uno,
               “Essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro
                        e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano” Mc 16,20

                                                                                    CONCERTO DI CAMPANE, I RISORTI CON LUI!!!
     ...non gruppi definiti cattolici, non gli etichettati da una religione conservatrice o progressista, non quelli dell’attestato di appartenenze a movimenti spirituali da cinque stelle...
ma sono coloro che oltrepassano queste architetture umane,
sono un seme di cielo sulla strada dei ladri, sulle pietre aride, sulle spine che soffocano, sono seme di luce, di vittoria, di vita, di pace…

….ad essi appartiene la Parola che porta frutto, a quelli che mai si abbattono, a quelli che credono pur non avendo visto, a quelli che sorridono, che danzano trasfigurando di luce tutte le sofferenze, a quelli che tendono le mani per seminare nella notte di tante povertà la vita come Pepe e dietro di Lui un esercito che non fa rumore ma che nel silenzio fa crescere una foresta di vita, a quelli che non si vendono che non si compromettono, che con coraggio non perdono se stessi e preziosi non hanno paura!!!                                    Auguri!!!

      Castanea 21 Marzo 2018                                                                          
                                                               P. Mario Salvatore Oliva

 scarica il documento