Epistolario

Feb 2026


QUARESIMA!!! da queste fondamenta non vivremo di sensazioni ma di ideali!!

Non di solo pane vivrà l’uomo. Mt 4,4
     Immersi in questo mondo artificiale le nostre vite precipitano in questi cunicoli oscuri dei nostri tempi, trascinati dentro da quell’arte molto antica che trova le sue radici nel giardino dell’eden in quell’albero “gradevole agli occhi e desiderabile” (Gn 3,6).
Il principe di questo mondo lo sa bene che la rete del sensazionalismo riesce a metterci dentro con molto successo. Il contatto con la realtà, compromesso per sempre, ci rende impreparati davanti alle tempeste che si abbattono, e siccome tutto è così talmente fragile, la tragedia è inevitabile. 

Vivere in questo mondo surreale porta a compimento il piano diabolico in atto: la desertificazione avanza!!! (Mt 4,1-11)
- “Siamo giunti a trasformare le pietre in pane”, le relazioni in normali convivenze, senza nessun progetto di vita, illusi di poter affermare che ciò che conta è volersi bene, senza accorgerci che il lievito contaminato della chimica velenosa dell’egoismo, del proprio volersi bene narcisistico, che ci ha catturato gli occhi, è un pugno allo stomaco, nel pane amaro da ingoiare con tutte le conseguenze di quei mali che distruggono il corpo e lo spirito.
- In questa desertificazione in nome della libertà, in nome della modernità, in nome dei tempi che sono cambiati, come Eva “osiamo passare il limite, distruggere i confini, buttarci giù dal precipizio senza regole, senza principi” e mentre scriviamo libri, le scelte diventano brivido di storie affascinanti da leggere, però ciò che si coglie alla fine di ogni storia è che gli idoli cadono e con loro anche noi, trascinati nello spazio dove la gravità è compromessa, e pure la vita, dopo che, esaurite le scorte di ossigeno, l’inceneritore ci aspetta per eliminarci per sempre. 
- In questa desertificazione “il super ego, che ha preso il posto di Dio, costruisce i suoi nuovi templi, dove l'incenso dei follower, dei like, ci annebbia di brividi, facendoci giungere al settimo cielo per poi cadere e farci terribilmente male” lì nel fondo degli inferi di chi ci sfrutta, di chi ci guadagna, come Don Alberto, che nel delirio di tanto successo non ha più compreso che i nuovi strumenti della comunicazione, da chi li pilota, non hanno a cuore il messaggio, ma piuttosto eccitare emozioni, creare marketing, per poi quando non produci più venire sostituito, dimenticato, infangato per poi finire nel calderone di un indifferenziata da bruciare. 
“Anzitutto dovete sapere: negli ultimi giorni si farà avanti gente che si inganna e inganna gli altri e che si lascia dominare dalle proprie passioni”(2Pt3,3).

È il tempo di tornare alle fondamenta, 
di uscire da questa eccitazione 
che annebbia i nostri sguardi, 
per comprendere che non tutto quello che luccica
è oro, che non tutto quello che è appetitoso 
ci fa bene, che nel brivido del successo 
c'è solo il vuoto di tanta umanità, 
che solo Gesù può colmare. 

Dal versante della Croce la nebbia si dissolve, da quel punto nessuno più ci può ingannare e da quella unica palestra di luce, non veniamo abbattuti da un mondo continuamente erotizzato e venire travolti dai post violenti dell'eccitazione, per diventare consumatori di un sistema economico, che ci usa, e poi ridotti all'osso, ci getta, ridotti a poche ceneri sparse al vento, di un ultima emozione, per nasconderci la verità su di noi, quella che di noi nemmeno le ceneri. 

E’ il tempo di “custodire” ma per farlo dobbiamo 
imparare a gestire il tempo, dove i digiuni, le preghiere,
la mortificazione, la conversione di marcia... 
non sono  cose arcaiche, non si scrivono su un economia spirituale 
per un Dio da compromettere e tenersi buono. 
Su questa fatica interiore, fondati nella roccia, non sceglieremo la via facile, 
ma impasteremo il pane con fatica, poiché le cose buone nascono dall'amore; 
non giocheremo con la vita, poiché non si scherza con il fuoco, 
ma con la luce dello Spirito, non ci butteremo nel precipizio 
per provare il brivido di infrangere i confini che ci gasano, 
ma prendendo la nostra croce, non tenteremo Dio, 
piuttosto fidandoci di Lui, senza voltarci indietro, non ci lasceremo ingannare;
e non sceglieremo le vetrine multimediali, ma nell'umiltà, come il seme piantato 
nella terra, la nostra gioia non sarà il successo, ma vedere i fiori nascere a primavera 
che presto diventeranno frutti per generare vita!!!
“La vita giocatevela bene perché… qualche volta voi sapete che rischio correte? Che in questa vostra smania di libertà, di grandezza, di orizzonti larghi, invece che raggiungere gli orizzonti larghi vi incastrate nei blocchi… Qualche volta noi corriamo proprio questo rischio: andiamo alla ricerca di obiettivi che pensiamo ci debbano liberare e invece ci danno proprio la prigione… 
Vivetela bene la vostra vita, perché vi capita di viverla una volta soltanto… non bruciatela!’ 
(Don tonino Bello)

Da queste fondamenta non vivremo di sensazioni ma di ideali, non ci lasceremo trascinare da un gregge cieco che corre verso il precipizio insieme ai porci (Mt 8,28-34), non ci misureremo con i calcoli di un sistema che ci impone dove e con chi stare... ma con quel resto fedele che non cede, che rimane fedele, con i martiri che non si sono lasciati corrompere. 
Non con il “tutti fanno così” per non rimanere fuori, esclusi, rigettati, censurati... 
ma con coloro che con perseveranza, fino alla fine, 
davanti a queste mareggiate violente
non sono stati travolti, 
come gli Egiziani con tutti i loro carri e i cavalieri. 

       Tricase 9 Febbraio 2026
                                                       P. Mario Salvatore Oliva

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