Lo Spirito Santo che ha trasformato il male in bene ci ha reso forti rivestendoci dei suoi doni.
Di queste cose noi parliamo, con parole non suggerite dalla sapienza umana, bensì insegnate dallo Spirito
Nel folclore culturale e artistico secolare dei nostri eventi estivi si abbattono venti violenti gagliardi di una cultura devastante che non hanno a cuore la salvezza delle anime, ma piuttosto, attraverso emozioni superficiali, sfumati subito dopo, riempire i nostri vuoti esistenziali. Venti che soffiano dentro sistemi multimediali, quelli del fascino che cattura gli occhi, della bellezza che annebbia la vista, del sensazionalismo che scorre veloce, senza poter cogliere l’essenza che difatti si nasconde sotto tante macerie…
E’ tutto un sistema superficiale, vuoto, sterile dove i fallimenti delle nostre scelte, che non sono riuscite a spiccare nemmeno il volo animano i nostri giorni!!!
Sono straripati i fiumi nelle nostre chiese, non riusciamo più a contenere nulla e tutto ci è fuggito di mano: venuta meno la fede sulle nostre cattedre si è seduta la sicurezza, l’inclusione, la tracciabilità, l’ecosostenibilità e siamo riusciti ad incastrarli dentro un palcoscenico arcaico fatto di merletti, pianete, mozzette dal colore violaceo. Il Fascino prende il posto della Liturgia, e il rito sterile non è abitato dallo Spirito che nel velo dei segni compie il mistero della salvezza. Sotto i riflettori, messi in posa chiediamo applausi, consensi, notorietà. Sfuggito il terreno sotto i nostri piedi i nostri giovani li vediamo solo sui post, fino a qualche anno fa li vedevamo fino a giugno, ora non li vediamo proprio.
E’ tutta colpa di questa pioggia che non si placa, e non poteva essere altrimenti, dinanzi ad un cielo bombardato da scie chimiche, dove gli interessi economici fanno da patrone su tutto, nella sanità, nella politica, nei servizi commerciali: dominano, calpestano, usano, impoveriscono. Hanno preso spazio anche nei palazzi delle nostre chiese. Non è al centro l’uomo ma piuttosto lo sfruttamento più spietato per quel denaro che fa da padrone e che il principe di questo mondo ha messo a capo di tutte le nazioni per muovere la sua ultima battaglia contro i figli rimanenti della donna: “Il drago si infuriò contro la donna e se ne andò a fare guerra contro il resto della sua discendenza, contro quelli che custodiscono i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù.
E si appostò sulla spiaggia del mare” (Ap 12, 17-18).
Torniamo alle fondamenta!!!
C’è qualcosa di immenso nelle mani di questo Padre della Chiesa dei primi secoli:
“Una Colomba che ha incendiato il suo cuore!!!”
A Cappadocia tutti avevano compreso che in Lui c’era qualcosa di “Grande” per mettersi al riparo di quella ideologia “ariana” che nega l’essenza di Dio: in Gesù e nello Spirito Santo!
Eresia che già dai primi passi della Chiesa ha posto le basi di questo transumanesimo.
Nello Spirito Santo Dio è sceso nelle nostre acque
agitate dal vento, negli inferi, dove incatenati,
veniamo sepolti da tante macerie,
e ci ha fatti uscire da questo sepolcro di morte, vivi risorti,
per vivere della vita vera, quella stessa di Dio:
“Non a prezzo di cose effimere, come argento e oro,
foste liberati dalla vostra vuota condotta, ereditata dai padri,
ma con il sangue prezioso di Cristo,
agnello senza difetti e senza macchia” (1Pt 1,18-19).
Negare che lo Spirito è Dio
è negare l’umanità redenta da Cristo!!!
I venti contrari che si abbattono sulle nostre vele ci spingono verso l’altra riva: è lo Spirito Santo che ha trasformato il male in bene e ci ha reso forti rivestendoci dei suoi doni.
Camminiamo sulle onde che straripano, e nulla ci può fermare, nonostante il cielo cupo ha spento ogni speranza, e i tempi oscuri all’orizzonte vorrebbero farci credere che è tutto perduto: nello Spirito, fondati in Lui non temiamo il mondo.
“Dio è per noi rifugio e fortezza, aiuto infallibile
si è mostrato nelle angosce.
Perciò non temiamo se trema la terra,
se vacillano i monti nel fondo del mare” (Sal 46).
Gli “ariani” inferociti dei nostri tempi avanzano, come una pioggia violenta, si abbattono su di noi, vescovi e preti alla deriva, che non più davanti al santissimo scrivono le loro lettere, come faceva Don Tonino Bello, ma nelle stanze multimediali, dove i professionisti del mondo, pieni di orgoglio, insigniti di tutte le glorie della terra, con l’intelligenza artificiale le scrivono apposto nostro: accattivanti, inclusive, nel fascino di parole allineate a quei sistemi, che il principe di questo mondo tiene in pugno.
Non temiamo questi “ariani” infiltrati ovunque, abitati dallo Spirito viviamo dei suoi doni non sui riflettori a postare processioni, giochi d’artificio e danze a ritmo di bande impazzite, ma piuttosto sulla cattedra di San Basilio, insieme a Lui a proclamare la Parola: “Di queste cose noi parliamo, con parole non suggerite dalla sapienza umana, bensì insegnate dallo Spirito, esprimendo cose spirituali in termini spirituali. Ma l'uomo lasciato alle sue forze non comprende le cose dello Spirito di Dio: esse sono follia per lui e non è capace di intenderle, perché di esse si può giudicare per mezzo dello Spirito” (1 Cor 2, 13-14). Tenendo bene in mente le parole rivolte ad Ezechiele: “Io ti do una faccia indurita quanto la loro faccia e una fronte dura quanto la loro fronte. Ho reso la tua fronte come diamante, più dura della selce. Non li temere, non impressionarti davanti a loro; sono una genìa di ribelli" (Ez 3, 8-9). E come ancora afferma Paolo: “Se qualcuno vi annuncia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema! Infatti, è forse il consenso degli uomini che cerco, oppure quello di Dio? O cerco di piacere agli uomini? Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servitore di Cristo!” (Gal 1, 9-10).
Se in noi abitano i sentimenti dello Spirito Santo, desideriamo solo la salvezza delle anime e non veniamo animati da quel bisogno narcisistico del mondo in cerca di vana gloria, non è un dramma l’essere rigettati dal mondo: “Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: "Un servo non è più grande del suo padrone". Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato” (Gv 15, 18-21) .
Nel condannare la convivenza, il divorzio, l’aborto, l’eutanasia; nel disprezzare ogni logica politica dell’interesse e del tornaconto, che domina e opprime; nel condannare ogni manipolazione e ogni sfruttamento umano; nel condannare questa disumanità in atto in ogni campo, nel condannare questa agnosticismo che addormenta le coscienze, nel condannare ogni arianesimo spietato che nega lo Spirito Santo…
...di sicuro non riceveremo like ma come ci ha già avvisati Gesù:
“Vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe;
e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia,
per dare testimonianza a loro e ai pagani.
Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte,
perché vi sarà dato in quell'ora ciò che dovrete dire:
infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi…
Un discepolo non è più grande del maestro, né un servo è più grande del suo signore;
...Se hanno chiamato Beelzebùl il padrone di casa,
quanto più quelli della sua famiglia!
Non abbiate dunque paura di loro,
poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato
né di segreto che non sarà conosciuto” (Mt 10, 17-26).
…saremo però felici poiché degni figliocci di San Basilio,
rendiamo luminoso quel detto che afferma:
“Du Padrozzu si piglia un callozzu”!!!
Castanea 2 Giugno 2026 P. Mario Salvatore Oliva