Epistolario

Set 2026


Una storia da vivere più che raccontare, da incidere sulle nostre scelte affinchè quanto piove dal cielo lo renda fecondo!

tutto posso in colui che mi da forza!!!
    In un mondo dove le immagini hanno cambiato direzione, dove la “Parola” è dominata dal marketing prepotente del tornaconto, 
    Ugo e Badiavecchia devono mettersi al riparo!!! 
Al riparo da questa violenza, quella di riflettori puntati che riescono a cogliere solo ciò che conviene per poi prostituirlo dentro un mondo che ti usa, e poi quando non servi più ti getta.
    Oggi più che mai dobbiamo guardarci da questi mercanti spietati del profitto, da questo mondo dell’immagine fragile, da questo vortice di follower, intenti solo ad attirare sguardi alla ricerca di like. Immagini che non sfiorano né la mente, nè scelte di vita, né il cuore di un sentimento sincero, ma solo, eccitando gusti superficiali a causa dei nostri vuoti esistenziali, costruisce un mondo di cartapesta, dove il nulla è la sua sola essenza. 
    - Piove infatti sul bagnato di tante brutte storie non poteva essere diversamente se ciò che si è costruito è un castello di carta. Nell’illusione più folle siamo super convinti che a tutto c’è una soluzione, ma il rattoppo, per quanto fatto bene non puoi nasconderlo: puoi rifarti un’altra vita anche a 70 anni ma sempre quella è l’età; puoi consegnarti alla migliore chirurgia estetica ma non puoi modificare i tuoi dati anagrafici; puoi anche vivere nell’illusione, ma la verità di certe cose emerge dopo ogni pioggia violenta che scioglie ogni trucco. I nodi prima o poi vengono al pettine, i nodi di certe case costruite senza tetti e senza protezioni. 
    - I fiumi straripano distruggono strade che per millenni avevano indicato rotte, che collegavano scelte. Sacrifici necessari, rinunce ed ogni pesante sforzo, oggi sono ritenuti un impedimento per poi però trovarci travolti senza mete, senza sogni, senza sapere dove stiamo andando e dove ci troviamo, consumando giorni, affogati da macerie che crollano su di noi: divorzi, separazioni, convivenze, relazioni senza nessuna indicazione di marcia, dove l’altro è una prestazione che deve rispondere agli standard imposti. Inoculati dal mondo multimediale che ci travolge veniamo trascinarci in un mare per morire affogati.
      - I venti soffiano, e con essi violenti uragani su ideologie fragili, senza radici. Illusi di potere tutto, abbiamo abbattuto ogni moralità, spazzando millenni di cultura, leggi naturale, manipolando cellule, immettendo nell’intero globo la proposta demoniaca “di trasformare le pietre in pane” (Mt 4,3). Tutto ciò ci appare evolutivo, conquista di una storia libera, tanto che vantarsi di essere agnostico, ateo, aperto a tutto, trova l’applauso di questo palcoscenico multimediale che, sotto i venti violenti, viene spiazzato via da un tarlo depressivo di insoddisfazione, angoscia, fallimento, tristezza, apatia, in cerca di ansiolitici, antidepressivi senza più via d’uscita. 

    Tornare a Badiavecchia, senza riflettori è una indicazione urgente per imparare a circondarsi non di carta ma di pietre solide; non di prodotti artificiali ma di cemento forte; non di architetti persi su una burocrazia di contraddizioni, dove niente rimane in piedi, ma dall’unico Architetto che è lo Spirito Santo che, nell’unica legge dell’Amore, da vita a tutte le cose. 
    - Mentre infatti la pioggia cade violenta, il calore di quell’amore vero ci fa rimanere sereni: i tuoni e i lampi prepotenti del mondo non trovano eco nella serenità dell’anima, poiché, nel palmo della mano di Dio, siamo al sicuro. In Lui non veniamo travolti dalla paura ma piuttosto dalla fiducia: “Avendo sottomesso a lui tutte le cose, nulla ha lasciato che non gli fosse sottomesso” (Eb 2,8). Abitati da questa consapevolezza camminiamo verso la meta senza lasciarci distogliere e abbattere e nulla ci distrae. Con l’olio nelle lampade attendiamo lo sposo (Mt 25) che arriverà quando sarà passato il fitto inverno di questi tempi e saranno finite le piogge, e nel sole dell’estate che risplende, saremo felici di aver perseverato fino alla fine per entrare alle nozze con Lui alla festa di quel vino nuovo (Gv 2), con quella certezza che “né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore” (Rm 8, 38-39).
    - Mentre i fiumi straripano e tutto diventa relativo, noi restiamo sereni, tranquilli, al riparo lontani da un mondo che corre. Oggi è urgente staccarsi e allontanarsi da questo stile di vita imposto. Dal correre sfrenato verso l’accumulo di macerie, al lento del tempo che ti da la capacità di sentire il profumo vero degli alberi, il sapore genuino del buono che la terra solo sa donarti, la gioia del raccolto, il sapore della fatica, il bello di quelle rughe scavate dal tempo che sono il racconto di una vita consumata e donata, lì dove i frutti dello Spirito germogliano e si dilagano. “Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé. (Gal 5,22). Lontani dal caos dai rumori violenti, dalla prepotenza di chi si impone viviamo e non trasciniamo la vita: “Vivere non è "trascinare la vita", non è "strappare la vita", non è "rosicchiare la vita". Vivere è abbandonarsi, come un gabbiano, all'ebbrezza del vento. Vivere è assaporare l'avventura della libertà. Vivere è stendere l'ala, l'unica ala, con la fiducia di chi sa di avere nel volo un partner grande come Te!” (Don Tonino Bello)
    - Mentre i venti soffiano, a Badiavecchia rimaniamo saldi sulle pietre, macigni stabili di scelte forti  che ci rendono capaci di affrontare le grandi prove della vita, di poter ingoiare quell’amaro di giorni difficili, di rinunce forti, che non sono impedimenti alla liberta ma piuttosto le fondamenta di una libertà vera che ci fa scegliere il bene, il vero, il solido, la qualità della vita. Nella sapienza dello Spirito non temiamo il mondo, questi sistemi corrotti di una politica massonica e finanziata da capitalisti criminali che hanno firmato i i loro accordi nei cunicoli dell’inferno. Sarà il vento stesso che hanno creato a spiazzarli via e noi al sicuro nella Parola di Dio restiamo saldi: “attorno ai fianchi, la verità; indosso, la corazza della giustizia; i piedi, calzati e pronti a propagare il vangelo della pace” (Ef 614-15).

Per questi che corrono nelle città noi che viviamo in questi borghi siamo alieni, fuori dal mondo, ma la nostra serenità spiazza le loro ansie, la nostra creatività si moltiplica, la nostra fraternità diventa lievito che fermenta la vita, la nostra libertà dal tornaconto diventa gratuità parte di una creazione, il nostro essere fuori sistema la nostra felicità!!!
    ...non è scontato perché anche qui travolti dalla pioggia, dai fiumi che straripano dai venti che ci raggiungono, diventa invivibile vivere in questi borghi, ma non per chi nella Fede ha posto le fondamenta in Cristo.: “La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata d'angolo; dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri” (Mt 21,42).
Non confusi perciò guardiamo questo grande “Uomo” non per postarlo su canali multimediali dove ogni tradimento si consuma ma al riparo da tutto questo ne cogliamo dalla “Parola” la sua ricchezza: 
“Facciamo dunque l'elogio degli uomini illustri, dei nostri antenati per generazione. 
Il Signore ha profuso in essi la gloria, la sua grandezza è apparsa sin dall'inizio dei secoli. 
Signori nei loro regni, uomini rinomati per la loro potenza; 
consiglieri per la loro intelligenza e annunziatori nelle profezie. 
Capi del popolo con le loro decisioni e con l'intelligenza della sapienza popolare; 
saggi discorsi erano nel loro insegnamento” (Sir 44,1-4).
    ...fuori da ogni successo e rumore continueremo a spezzare il pane e versare il vino nuovo alleanza: “Ci ha liberati con il sangue… grazia a voi e pace da Colui che è, che era e che viene, e dai sette spiriti che stanno davanti al suo trono, e da Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei morti e il sovrano dei re della terra. A Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, che ha fatto di noi un regno, sacerdoti per il suo Dio e Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen. (Ap 1,4-6).
    Una storia da vivere più che raccontare, da incidere sulle nostre scelte 
        affinché quanto piove dal cielo lo renda fecondo!
    Un’avventura più che da stampare, da scalfire sulle nostre pietre 
        affinché il vento dello Spirito 
        la riempia di creatività, di bellezza 
        quella vera che, prima di dare luce 
        agli occhi sappia rendere bello il nostro cuore.!
    Una testimonianza che più da pubblicare 
        da riempirla di quella autorità 
        che toglie ogni potere al principe di questo mondo !        
Tutto posso in colui che mi da Forza!!!  (Ef 4,13)
 
     Castanea 25 Settembre 2026                   P. Mario Salvatore Oliva



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