Epistolario

Mag 2026


Abbandonarci allo Spirito l’unico architetto che da vita, che soffia, che vola libero, che è vento, fuoco, che rende salde le nostre fondamenta per una Vita che non muore!!!

Se viviamo dello Spirito camminiamo anche secondo lo Spirito
     Sui sentieri della storia che attraversa il mondo “crollano” i programmi elettorali, di chi perso nei vicoli bui di una logica, che non funziona, crede di risolvere i problemi del mondo; “raccolgono i fallimenti” i sistemi pastorali che portano le firme della sicurezza, dell’agenda 2030, di soluzioni di colore, per tentare di poter tirare a campare; “si frantumano” le ideologie spacciate per evoluzione, davanti ai frutti dell’apatia, della depressione, del fallimento, del vuoto esistenziale… 
...cos’è che non funziona??? 
Raccogliamo macerie, architettiamo soluzioni, finanziamo il riarmo per crearne ancora…
dentro un tunnel dal quale non veniamo fuori, e sembra inutile ogni sforzo, 
sembra inutile ogni tentativo!!!

“Giustificati dunque per fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo. 
Per mezzo di lui abbiamo anche, mediante la fede, l'accesso a questa grazia 
nella quale ci troviamo e ci vantiamo, saldi nella speranza della gloria di Dio. 
E non solo: ci vantiamo anche nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce pazienza, 
la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza. 
La speranza poi non delude, perché l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori 
per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato” (Rm 5,1-5).

All’origine del mondo era proprio questo l’ingegno del serpente, che striscia per terra, e nel suolo arido ci fa strisciare anche noi senza che ne abbiamo consapevolezza. Entrando nella logica del pensiero annebbia quello spirito che ci abita: certezza di un amore grande che da vita a tutte le cose!!! Per quel colpo di coda Eva e Adamo ci sono cascati, inebriati dal desiderio di conoscenza più che di un amore che si fida…  “vide che l'albero era buono da mangiare, gradevole agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e conobbero di essere nudi” (Gn 3,6-7), 
    ...proprio per questo colpo di coda, abbiamo preso strade che minano le fondamenta della nostra esistenza, dando all’intelligenza artificiale ogni potere, e tra poco, senza che nessun battito di spirito potrà più fermarla, essa schiaccerà il pulsante per la sua sfida finale quella di eliminarci per sempre!!!

Difatti mangiamo cibi dove non c’è più vita!!! Pensiamo alle proteine e ai carboidrati e non al calore delle mani di una mamma, o quelle dell’amicizia. Su schermi perfetti, postiamo piatti impeccabili, “gradevoli solo agli occhi”, ingolfati di cibi che non ci saziano e devastati da un sistema immunitario compromesso, ingoiamo solo veleni con l’amara conseguenza di rimanere schiacciati da una marea di allergie, intolleranze, dentro un vortice di dipendenze, ben ingegniate per alimentare un sistema economico che ci sfrutta e ci usa, per poi gettarci via.
Difatti siamo diventati anaffettivi!!! Le cose che usiamo e che ci servono per vivere non nascono più dal calore umano dell’artigiano, dalla gioia di chi, con passione e creatività, metteva nelle cose il marchio originale di quel tocco d’imperfezione, che lo rendeva unico, non in serie, e che ti legava, tanto che non riuscivi a buttarlo via nemmeno quando era ridotto all’osso. Il dramma è che anche il nostro corpo ha perso la sua preziosità, la sua sacralità, la sua unicità, il suo diversamente abile… serve finchè non ha rughe, finchè rispetta gli standard imposti, per poi gettarlo in un inceneritore, così come si fa per la spazzatura.
Difatti abbiamo spento l’amore!!! ...che crea, che genera, che dona, in cambio di un sensazionalismo che appaga, che usa, che consuma, finché mi da emozioni, finché mi conviene. Preferiamo il gusto superficiale dell’attimo che quello profondo dell’anima, che nessuna amarezza può spegnere, e nel vortice di relazioni fragili, di convivenze che si scrivono dentro fragilità esistenziali, quelle di non volersi mai assumere nessuna responsabilità della vita, diventiamo oggetti apatici, vuoti, lamentosi, insoddisfatti, depressi, pronti per l’eutanasia.
“I malvagi e gli impostori andranno sempre di male in peggio, 
ingannando gli altri e ingannati essi stessi” (2Tm 3,13).

Annientato lo Spirito niente può restare in piedi!!!
    ...davanti alle “tempeste” di un mondo basato su guadagno, sul denaro, sui conti che però non tornano!
    ...davanti ai “fiumi che straripano”. Tutto ormai è fuori controllo: scelte fragili cadute già alla partenza; malattie devastanti che ci tengono schiavi di un sistema sanitario che specula sulle nostre vite; guerre che da un po’ non si decidono sull’inimicizia degli stati né sul potere espansionistico dei forti, ma su tavoli di lobby finanziarie che fanno affari, creando nemici a loro tornaconto, come quelle “anglo-franco-sionista” che ci hanno portato a queste tragiche conseguenze!
    ...davanti ai “venti contrari” di chi ogni giorno cerca di resettarci, con ogni mezzo, da quello dell’informazione corrotta e finanziata, a quello degli algoritmi che spengono ogni spirito critico e sotto i morsi della paura, cercano di tenerci dentro il loro sacco, con la scusa di proteggerci, e noi infossati e tranquilli, inoculati e con le liste di attesa in mano, quelle della farmacia e quella degli ospedali, siamo ancora convinti che lo fanno per il nostro bene!

“Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, 
mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c'è Legge.
Quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. 
Perciò se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito (Gl 5, 22-25). 

E’ urgente partire dalla fondamenta!!!             ...partire da quella fiducia verso il Padre!!! 
Linfa potente dello Spirito: “che scende, potenza dell'Altissimo che ci copre con la sua ombra” (Lc 1,35);  “che aleggia sulle acque” (Gn 2,2) mentre emerge la creazione; che fa balzare Matteo “seduto al banco delle imposte” (Mt 9,9); che scaraventa per terra le reti di Pietro, “che subito lasciate” (Mt 4,20) vanno dietro Gesù; che in quell’orto degli ulivi, mentre i discepoli non riescono a vegliare, traccia la strada, dove “la volontà di Dio si compie” (Mt 26,42), quella di aprire il sepolcro, dove tutto orribilmente fa puzza di morte, per renderci vivi, risorti contro corrente, stabili, fermi, irremovibili, sicuri, svegli, tenaci, imperterriti, forti!!!

Questa “Fiducia”  anima la vita dei veri Discepoli!!! 
    ...non quelli segnati dal marchio della bestia (Ap 13,16), che davanti ai morsi sono pronti a svendersi, e che si sono rifocillati di mascherine e amuchina, nell’attesa di un altro probabile virus. 
    Ma piuttosto quelli che sull’altare Celebrano la Liturgia dello Spirito, che trasforma nel pane e nel vino la nostra Vita, “liberandola e unendola” a Cristo, in quel battito d’amore, che non è cementato sulla scienza, né sull’intelligenza, né sulla cultura, né sulla logica…
Ma nella “Fiducia” che da voce all’impossibile mistero della vita,
capaci di  passare per la porta stretta e perfino per la cruna di un ago (Mt 7,13; 19,24).  
“Fiducia” in un Padre che ha soffiato in noi il suo alito di vita 
e noi siamo divenuti esseri viventi (Gn 2,7). 
Abitati da Lui diamo vita a tutte le cose!!!

“Per fede, Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo 
che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava. 
Per fede, egli soggiornò nella terra promessa come in una regione straniera, abitando sotto le tende, come anche Isacco e Giacobbe, 
coeredi della medesima promessa. 
Egli aspettava infatti la città dalle salde fondamenta, 
il cui architetto e costruttore è Dio stesso” (Eb 11,8-10).
E’ urgente, per noi soffocati dal pesante patrimonio che pesa su una desertificazione cristiana occidentale, non impiegare animatori liturgici per un architettura impeccabile che risponda ad un ideologia, passata per teologia, e che porta le bandiere di un partito preso, costruita sulle sabbie mobili destinate a crollare,
piuttosto Celebrare l’Eucarestia, abbandonarci  allo Spirito 
l’unico architetto che da vita, che soffia, 
che vola libero, che è vento, fuoco, che rende salde 
le nostre fondamenta per una Vita che non muore. 
 
     Castanea 19 Maggio 2026                         P. Mario Salvatore Oliva



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